L’impatto sull’economia della Basilicata dopo l’annuncio del presidente americano Trump. A rischio i distretti di auto, farmaceutica e mobile imbottito
POTENZA – Autoveicoli, medicinali e preparati farmaceutici, mobile imbottito. Sono i primi tre prodotti esportati negli Stati Uniti dalle imprese lucane. Un valore superiore ai 650 milioni di euro che rischia di essere messo in crisi dall’aumento al 30% dei dazi per tutta l’Unione Europea, annunciato dal presidente Trump.
Secondo uno studio della Cgia di Mestre, la perdita economica per il nostro paese supererebbe abbondantemente i 12 miliardi di euro già con tariffe al 20. Questo perchè il mercato a stelle e strisce è tra i principali sbocchi del Made in Italy, soprattuto per i prodotti di media e alta qualità.
Tuttavia le conseguenze potrebbero essere rilevanti per le regioni del Mezzogiorno che presentano una bassa diversificazione dei prodotti venduti all’estero.
In Basilicata l’esportazione di dieci categorie è pari a 1 miliardo e 386 milioni, con il dominio del settore automotive, e incide per l’80,9% sulla quota totale, che è di poco superiore al miliardo e 700mila euro. Si tratta della quinta peggiore performance nazionale. Ma, a livello provinciale, l’export verso gli Stati Uniti nell’ultimo anno è calato. Dato negativo soprattutto per la provincia di Potenza, dove pesa la crisi dell’auto: rispetto all’anno precedente, il 2024 ha fatto registrare un -88,2%. Ribasso anche per il Materano dove si verifica un – 11,2%.
La qualità del Made in Italy potrebbe aiutare la tenuta delle imprese ma dopo l’annuncio di Trump gli scenari sono del tutto imprevedibili.










































