Denaro per proteggere un indagato: in manette un Carabiniere già in servizio nella provincia di Matera

POTENZA – La Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Potenza – dopo aver coordinato e diretto articolate e approfondite indagini svolte dalle Squadre Mobili di Potenza e Matera – nella mattinata odierna ha delegato i predetti uffici della Polizia di Stato ad eseguire l’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Gip Distrettuale di Potenza nel corso delle indagini preliminari, nei confronti di FICO Michele, appartenente all’Arma dei Carabinieri già in servizio nella provincia di Matera.


Il predetto Militare è stato ritenuto dal GIP del Tribunale di Potenza gravemente indiziato, in concorso con PORCELLI Vincenzo — condannato in primo grado per traffico di stupefacenti e attualmente detenuto – del delitto di cui agli artt.110, 81 cpv, 319 ter, in relazione agli artt. 318, 319 e 321 c.p., per avere ricevuto dal PORCELLI utilità varie per proteggerlo dalle indagini in corso.
In particolare, FICO Michele è accusato, sulla base dl materiale investigativo raccolto, ritenuto di grave spessore indiziario:


di avere venduto stabilmente a PORCELLI Vincenzo la propria funzione di appartenete alla Polizia Giudiziaria, in cambio di continue utilità economichc quantificabili complessivamente in 75.000 euro, ricevuti in occasione di incontri previamente concordati con lo stesso PORCELLI Vincenzo, mediante un fisso mensile quantificabile in 1.200 euro ed in un importo variabile a seconda delle informazioni sulle attività d’indagini e di controllo fornite a quest’ultimo o sulle attività di copertura investigativa e operativa specificamente garantita al medesimo;


di avere, in cambio di introiti e vantaggi economici, garantito stabilmente a PORCELLI Vincenzo non solo di non essere sottoposto agli arresti in flagranza e sequestri di sostanze stupefacenti.
Secondo la contestazione tali fatti sono venivano commessi nell’arco temporale che va dal settembre 2015 al novembre 2019.


Il predetto FICO Michele è ritenuto gravemente indiziato, ancora, di aver commesso il delitto di cui agli artt. 81 ‘PL’, 61 n. 2, 648 ter 1 del codice penalc per avere impiegato la somma complessiva di euro 75.000 – provento della corruzione – in attività speculative, nel settore dei giochi e delle scommesse on line, in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della provenienza delittuosa delle somme.


Infine, è indiziato di aver commesso il delitto di cui agli artt. 81 cpv, 326, comma 1, 61 n. 2, del codice penale per avere, in qualità di appartenente all’Arma dei Carabinieri e violando i doveri inerenti la propria funzione pubblica, rivelato ripetutamente a PORCELLI Vincenzo notizie e informazioni apprese per ragioni di servizio che dovevano nmanere segrete, al fine di consentire allo stesso PORCELLI di procurarsi l’ingiusto vantaggio di riuscire ad eludere in maniera continuativa e per un considerevole periodo di tempo le attività di e i servizi di controlli effettuati sul suo conto da parte dei Carabinieri della Compagnia di Pisticci e delle altre Forze di Polizia operanti sul territorio di Bernalda.


E’ stato disposto dal Gip il sequestro preventivo per equivalente delle somme illecitamentc percepite dal Fico.