EDITORIALE – Il dibattito civile nel nostro Paese si accende nuovamente attorno a uno dei temi più intimi e complessi della sfera umana: il diritto alla dignità nelle fasi finali dell’esistenza. Dal 6 al 19 aprile, l’Associazione Luca Coscioni scenderà in campo con una massiccia mobilitazione nazionale che toccherà oltre cento piazze in tutto il Paese.
L’obiettivo è chiaro e urgente: informare la cittadinanza e raccogliere firme contro una proposta di legge del Governo che minaccia di cancellare, di fatto, i diritti faticosamente conquistati sul fine vita. Questi diritti non sono una gentile concessione politica, ma il frutto delle storiche battaglie e delle sentenze della Corte Costituzionale, a partire dalla fondamentale “Dj Fabo – Cappato” (sentenza 242 del 2019), e le successive decisioni che hanno decretato il diritto di accedere all’aiuto al suicidio da parte del Servizio Sanitario Nazionale in presenza di specifiche condizioni.
Il dovere di informare e difendere le conquiste della Consulta
Non è certamente un caso che il dibattito si riaccenda proprio nel mese di aprile, quando il Senato esaminerà una proposta di legge presentata dal Governo sul tema del fine vita. In buona sostanza, questo testo punta a introdurre restrizioni drastiche e pericolose che, se approvate, cancellerebbero le tutele attuali.
La proposta governativa sembra muoversi in una direzione diametralmente opposta a quella indicata dai giudici delle leggi, introducendo ostacoli che renderebbero l’accesso al fine vita dignitoso un percorso a ostacoli quasi insormontabile.
In particolare, il testo punta a eliminare il ruolo cruciale dei medici del Servizio Sanitario Nazionale, sostituendoli con un Comitato di nomina governativa, una scelta che solleva interrogativi sulla reale terzietà delle valutazioni cliniche. Inoltre, limiterebbe l’accesso all’aiuto alla morte volontaria solo ai pazienti dipendenti da macchine, escludendo ingiustamente persone con malattie oncologiche terminali o patologie neurodegenerative irreversibili che non sono attaccate ad apparecchiature vitali.
Non da ultimo, il testo governativo svuoterebbe di valore le Disposizioni Anticipate di Trattamento (il cosiddetto testamento biologico) e introdurrebbe l’obbligo di un passaggio giudiziario preventivo anche laddove sussistano chiaramente tutti i requisiti.
Voci di allarme e richiesta di ascolto: Filomena Gallo e Marco Cappato
In questo delicato contesto, assume un rilievo centrale il grido d’allarme lanciato da Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni.
L’Avv. Gallo ha evidenziato come, grazie alle sentenze della Consulta, venti persone abbiano già ottenuto il via libera dal Servizio Sanitario Nazionale, mentre quattordici abbiano effettivamente avuto accesso all’aiuto alla morte volontaria, spesso al termine di estenuanti battaglie legali.
“Nessuna di queste avrebbe potuto farlo se la proposta di legge del Governo fosse stata in vigore,” ha sottolineato Gallo, precisando come il testo introduca ostacoli che renderebbero l’accesso di fatto impossibile.
A tali riflessioni si affiancano le parole di Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione, il quale pone l’accento sul dato politico della questione. Cappato rileva come dal 2021 i diritti abbiano iniziato a trovare un’applicazione concreta, citando il caso di Federico Carboni del luglio 2022 e i dati relativi ai primi mesi del 2026, che vedono già quattro persone assistite dal Servizio Sanitario.
Secondo Cappato, il tentativo del Governo di intervenire legislativamente proprio ora rappresenta una precisa scelta politica volta a bloccare ciò che l’ostruzionismo non è riuscito a fermare. La richiesta alla Presidente del Consiglio è dunque chiara: ritirare una proposta che non gode di consenso unanime nemmeno nella maggioranza e permettere un confronto parlamentare libero da vincoli di partito.
La Basilicata in prima linea: due piazze per difendere la dignità
È inoltre fondamentale sottolineare come la mobilitazione non si limiti solo alle grandi metropoli, ma abbracci capillarmente tutto il territorio nazionale.
Anche in Lucania, la Cellula Coscioni Basilicata ha deciso di aderire con determinazione all’iniziativa, organizzando due manifestazioni in due diverse piazze per permettere ai cittadini di informarsi e partecipare direttamente.
La prima tappa è prevista ad Avigliano, dove Sabato 11, dalle ore 10:30 alle 13:00, sarà allestito un tavolo di raccolta firme in Piazza E. Gianturco.
La seconda tappa si svolgerà a Ruoti, Domenica 12, sempre dalle 10:30 alle 13:00, in Piazza San Vito.
Questi appuntamenti locali sono cruciali per portare il dibattito sul territorio, offrire a tutti la possibilità di dare un contributo concreto a questa battaglia di civiltà e mostrare che la difesa dei diritti sul fine vita è un’istanza sentita in ogni angolo del Paese. I tavoli informativi saranno anche momenti di confronto preziosi per i cittadini, un’occasione per comprendere l’impatto devastante che la proposta di legge del Governo avrebbe sulle vite delle persone più fragili e per ribadire la necessità di una legge nazionale che regoli la materia, come richiamato da sette anni dalla Corte Costituzionale.
Tre richieste per un futuro di dignità e autodeterminazione
La mobilitazione nazionale non si limita tuttavia alla sola protesta, ma articola proposte concrete per uscire dall’impasse legislativo. Le istanze portate nelle piazze si riassumono nel ritiro immediato del testo governativo e nell’avvio di un dibattito franco sulla proposta di legge popolare “Eutanasia Legale”, depositata da tempo e mai pienamente discussa.
Parallelamente, si chiede alle Regioni di agire con prontezza adottando procedure certe e tempi rapidi per garantire l’esercizio dei diritti già oggi riconosciuti dalla giurisprudenza costituzionale. È una battaglia che riguarda tutti noi, un dovere di informare e difendere la dignità umana fino all’ultimo istante.
Solo attraverso un impegno corale delle istituzioni e della società civile sarà possibile evitare che la sofferenza dei malati diventi terreno di scontro ideologico, garantendo a ogni cittadino la libertà di scegliere sul proprio destino.
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