EDITORIALE – Quella Domenica del 12 ottobre 1997, in Piazza San Pietro gremita di fedeli provenienti da tutta l’Italia, papa Giovanni Paolo II proclama solennemente Beato il sacerdote Domenico Lentini.
Grande è la partecipazione dalle diocesi lucane, più di ottomila persone, ma moltissimi altri devoti arrivano dalla Campania, dalla Calabria e dalla Puglia.

Per questa storica giornata una vera e propria mobilitazione si verifica da tutte le parrocchie della diocesi di Tursi-Lagonegro. Una carovana di quaranta pullman si muove da Lauria. Le istituzioni sono schierate al gran completo sul Sagrato di Piazza San Pietro: tutti i parlamentari lucani, con in testa i laurioti Mignone, Pittella, Colombo, Di Nardo, Maroscia, assessori e consiglieri regionali, i presidenti delle province di Potenza e Matera e, guidati dal sindaco Nicola Calcagno, la giunta e l’intero Consiglio Comunale di Lauria.
Il ricordo di quella giornata rimarrà indelebile nella mia mente e nel mio cuore.

Dall’alto, da una posizione privilegiata, posso osservare ogni cosa e godere di uno scenario unico e irripetibile, che raggiunge, per me, il culmine, quando la grande immagine del nostro amato concittadino viene scoperta e mostrata al mondo intero. Mi sentii pervasa da una immensa commozione e non riuscii a trattenere un pianto di gioia che mi accomunò a tanti amici a me vicini, con i quali mi strinsi in un abbraccio forte e caloroso. Ricordo ancora con emozione lo scroscio degli applausi, lo sventolio dei fazzoletti gialli, la melodia delle note della Chorale diretta dal maestro Silvano Marchese!


Tre gli aspetti salienti della santità del nostro Beato espressi chiaramente dal Papa nell’omelia: l’assiduo ministero del confessionale, i giovani che istruiva ed educava ad essere saldi nella fede, l’infinita comprensione e generosità con le quali donava ai poveri tutto ciò di cui disponeva con un’assoluta fiducia nella Divina Provvidenza. La santità del Lentini, secondo le parole del papa, si può cogliere nella totale dedizione al ministero che fece di lui “un prete ricco solo del suo sacerdozio”.
Mentre Roma, il 12 ottobre 1977, inondata dal sole, dona ai numerosi pellegrini una piacevole temperatura autunnale, Lauria si sveglia con le nuvole e la pioggia. Per le strade del paese riecheggiano le note della banda di Laino Borgo.

Uno schermo gigante è posizionato nella navata centrale della chiesa madre di San Nicola di Bari per permettere ai cittadini, che non si sono recati a Roma, di seguire la cerimonia di beatificazione trasmessa dalla RAI. Al momento della solenne proclamazione seguono momenti di gioia, che si manifestano con applausi, abbracci e scambi di auguri, in un’atmosfera di condivisione e di esultanza.
Intanto le campane della chiesa, manovrate dai campanari Rocchino Alagia, Giuseppe De Cunto e Giovanni Forestieri, suonano a distesa. Sul sagrato di Piazza Viceconti si allestisce un buffet con dolci tipici laurioti e con il “pane del Beato”, segno del piacere di condividere un momento che accomuna tutti in un’unica, grande gioia. La canonizzazione, che ci auguriamo prossima, è ciò che attende, trepidante e fiducioso, il popolo di Lauria.







































