LAURIA (PZ) – L’associazione Venti, insieme con un gruppo di cittadini attivi, lancia la rubrica «Il Caffè». Un ciclo di incontri e conversazioni per il rinnovamento della cultura locale, accompagnato da approfondimenti, opinioni e ricerca sulla realtà del territorio.
Il primo appuntamento dal vivo avrà luogo Lunedì 22 Dicembre, a partire dalle ore 18, nella Sala Conferenze dell’Hotel Isola di Lauria, e sarà impreziosito dalla presenza di Don Marcello Cozzi, noto e stimato sacerdote, da sempre impegnato nel sociale, già vicepresidente nazionale di Libera, e Michele Finizio, sociologo e giornalista d’inchiesta, direttore di Basilicata24, uno dei principali quotidiani online della regione.
Questa la presentazione degli organizzatori per l’incontro del 22 Dicembre, dal titolo “Un risveglio civico: prospettive per una rivoluzione culturale lucana”:
«Quello del 22 Dicembre sarà un dialogo sulla cittadinanza, sulla democrazia e sulla legalità.
Vogliamo partire dai problemi della nostra cultura civica, tirare fuori tutto il marcio, senza mezzi termini, per arrivare a porci delle domande, e possibilmente a trovare delle risposte.
Il meridione non produce più del 20% del Pil nazionale. Più della metà della popolazione adulta meridionale è in condizione di analfabetismo funzionale. Nel Sud Italia l’astensionismo supera ripetutamente il picco del 60% nelle tornate elettorali amministrative, e laddove il voto è esercitato è in gran parte trascinato da logiche clientelari di scambio. Al Sud è concentrata, secondo inchieste e ricorsi amministrativi, la maggior presenza di concorsi pubblici sospetti di pilotaggio.
Nel Mezzogiorno un Comune su dieci viene commissariato per infiltrazione mafiosa; la presenza della criminalità organizzata coinvolge la stessa società civile, talvolta tollerata, protetta dall’indifferenza.
C’è un problema culturale al fondo di tutto questo?
È una domanda cruciale che ha interessato in ogni epoca chiunque a vario titolo si occupasse di questione meridionale, e che ancora oggi resta centrale nel dibattito sul Mezzogiorno.
Gaetano Salvemini ravvisava nella società meridionale una «debilitazione della coscienza civile». Banfield parlava di «familismo amorale». Costantemente è stato individuato un carattere peculiare, una mentalità prettamente meridionale, una specificità culturale che ha plasmato il nostro modo di intendere i rapporti sociali, la vita civile, la politica democratica.
Quanto questa specificità culturale è connessa con l’arretratezza del Sud Italia? Quanto è ancora radicata nelle pieghe della nostra società, a partire dalla nostra comunità locale?
A chi è imputabile questo problema culturale? Al popolo, alla politica, alle condizioni materiali del territorio, alla nostra storia passata?
Ma soprattutto: quale sarà il nostro futuro? È possibile immaginare una diversa cultura civica, una democrazia più matura, un più moderno senso della libertà, del progresso, del bene comune per il cittadino meridionale? E per la Basilicata? Per il nostro paese?
Ci è consentito essere ottimisti sul futuro? Dove bisogna guardare per sperare nel cambiamento?
Noi giovani, noi cittadini, in un momento storico in cui più che mai è necessario, ci porremo queste domande, e avremo il piacere di farlo insieme a due illustri ospiti, il 22 Dicembre.»









































