Elezioni provinciali, strappo nel Pd: il sindaco di Tricarico rimette la tessera: “Scelte ignorate sul territorio”

Paradiso, sindaco di Tricarico, considera chiusa la sua esperienza con i democratici

TRICARICO (MT) – Il day after delle elezioni provinciali apre una frattura nel Partito democratico materano. A scuotere gli equilibri interni è il sindaco di Tricarico, Paolo Paradiso, che con un post pubblicato sui social ha annunciato di considerare conclusa la propria esperienza nel Pd, rimettendo la tessera nelle mani del segretario cittadino di circolo.

Nel messaggio, affidato a Facebook, il primo cittadino parte dagli auguri di rito ai neo eletti e al nuovo presidente della Provincia, ma entra subito nel merito delle tensioni maturate alla vigilia del voto di secondo livello. Paradiso ricorda di aver chiesto al Pd, insieme ad altri amministratori e in accordo con la direzione provinciale, che il territorio della collina e montagna materana individuasse un proprio candidato alle elezioni provinciali. Una richiesta che, sottolinea, non sarebbe stata accolta, «esattamente come due anni fa», quando – scrive – venne richiamato il criterio della continuità, «poi non fedelmente attuato».

Da qui il passaggio più politico. «Ieri mi sono trovato a scegliere tra il partito – primo e unico al quale sono e sono stato tesserato – e il territorio per il quale avevo chiesto rappresentatività», spiega il sindaco. Una scelta resa ancora più delicata dalla natura del voto: «Non era il “mio” voto, ma quello del “sindaco di Tricarico”».

Paradiso chiarisce quindi di aver sostenuto, «per necessità comunitaria», l’unica candidata, tra le quattro liste in campo, espressione della collina materana. Una decisione che, per coerenza, lo ha portato al passo successivo: la restituzione della tessera del Pd.

Una presa di posizione netta che rischia di alimentare ulteriori tensioni all’interno dei democratici locali, già alle prese con il difficile equilibrio tra rappresentanza territoriale e dinamiche di partito emerse con il rinnovo del Consiglio provinciale.

Pubblicità