Eu, Merkel e Von Der Leyen: forse una grande svolta…

EDITORIALE – Ieri, 1° luglio 2020, la Germania ha assunto la presidenza semestrale del Consiglio Europeo. Quindi, in questa fase, due tedesche ai vertici delle istituzioni europee: Ursula von der Leyen alla Commissione e Angela Merkel, appunto, al Consiglio. Una importante opportunità, a mio giudizio, in un contesto mondiale segnato da crisi gravissime, sempre più al di fuori della portata dei singoli Stati…

Il Mondo ha bisogno di un’Unione Europea che riprenda la via dell’integrazione e affermi se stessa contribuendo alla costruzione (culturale, politica, tecnologica) di una barriera che protegga l’umanità dall’abisso in cui sta precipitando…

L’Unione Europea ha bisogno, per sua natura, della convinta partecipazione di tutte le nazioni che la compongono. Ma, per vivere ed agire (su scala mondiale, antropocenica), ha bisogno anche di lungimiranti compromessi, cioè di sintesi.

Che, all’interno dell’Unione, la Germania sia lo Stato più rilevante per demografia e forza economica è un dato. Che la Germania, fino a poco tempo fa, non abbia voluto assumersi il rischio e la responsabilità di porsi esplicitamente all’avanguardia del processo di integrazione europea, è un altro dato, io credo, difficilmente discutibile.

Questa situazione è ora cambiata.

Angela Merkel ha compiuto passi importantissimi nella giusta direzione: sotto l’urto della pandemia e cogliendo l’occasione della presidenza nel Consiglio d’Europa…

Non sfugga la questione centrale sollevata dalla Merkel (d’intesa con Macron, in sintonia con la Von der Leyen): L’ASSUNZIONE COMUNE DA PARTE DELL’UNIONE di notevoli impegni per il superamento della pandemia, per lo sviluppo tecnologico, per la lotta al Cambiamento Climatico.

Come dire: NON UNA QUESTIONE SOLTANTO DI RISORSE ECONOMICHE, MA DELL’ASSETTO STESSO DELL’UNIONE, in netta contrapposizione con tutte le forze sovraniste operanti in Europa…

“L’EUROPA HA BISOGNO DI NOI, COME NOI DELL’EUROPA”, ha affermato Angela Merkel il 18 giugno di fronte al Parlamento tedesco.

E l’Italia? L’Italia ha bisogno dell’Unione… per porsi come Soggetto attivo e responsabile, capace di imporre a sé e di esigere dagli altri rigore e concretezza, nello spazio concesso dalla Storia…

E l’Italia ha più che mai bisogno del progetto europeo perché ciò comporterà la messa in discussione, nella maggioranza e nell’opposizione, dell’attuale quadro politico, altrimenti destinato, penso, alla stagnazione e al degrado…