POLICORO (MT) – Quattro persone sono finite agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Matera su una presunta associazione per delinquere finalizzata alla produzione e all’utilizzo di falsi attestati e documentazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
L’ordinanza cautelare, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Matera ed eseguita dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Matera, rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa che avrebbe consentito di ricostruire un articolato sistema illecito facente capo, secondo l’ipotesi accusatoria, a uno studio professionale con sede a Policoro.
I quattro indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico, uso di atto falso e violazioni della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro prevista dal decreto legislativo 81/2008.
Secondo quanto emerso dalle indagini, la struttura avrebbe operato in maniera stabile e organizzata predisponendo attestati di formazione, certificazioni sanitarie, documenti di valutazione dei rischi e altra documentazione tecnica e amministrativa che, secondo gli investigatori, non corrisponderebbe ad attività effettivamente svolte.
Tra i documenti ritenuti non genuini figurerebbero attestati relativi a corsi obbligatori per lavoratori, corsi antincendio, formazione per preposti, corsi per RSPP-datore di lavoro, addetti al primo soccorso e conduzione di trattori agricoli e forestali, oltre a giudizi di idoneità alla mansione e adempimenti previsti dalla normativa prevenzionistica.
L’attività investigativa, condotta attraverso acquisizioni documentali, accertamenti ispettivi, audizioni di persone informate sui fatti, verifiche presso enti di formazione e attività tecniche di intercettazione, avrebbe fatto emergere un sistema caratterizzato da una significativa serialità operativa. Secondo la ricostruzione accusatoria, la documentazione veniva predisposta e consegnata anche in prossimità di controlli ispettivi, consentendo ai destinatari di apparire formalmente in regola con gli obblighi di legge.
Particolarmente rilevanti, nell’impianto accusatorio, i riscontri relativi alla mancata partecipazione dei lavoratori ai corsi indicati negli attestati, alle difformità tra la documentazione prodotta e quanto effettivamente accertato dagli investigatori, nonché al disconoscimento da parte di alcuni docenti e professionisti delle firme apposte sui documenti o della loro partecipazione alle attività formative.
Il Gip ha ritenuto sussistenti gravi indizi circa l’esistenza di un’associazione per delinquere dotata di una struttura organizzativa stabile e di una precisa ripartizione dei ruoli tra il presunto promotore e alcuni collaboratori, incaricati della predisposizione, gestione e consegna della documentazione ritenuta falsa.
Secondo la Procura, il sistema ipotizzato presenta profili di particolare gravità non soltanto per la lesione dell’affidamento pubblico nella genuinità delle certificazioni, ma soprattutto per il rischio di compromettere la reale efficacia delle misure di prevenzione degli infortuni sul lavoro. La normativa sulla sicurezza, infatti, è finalizzata a garantire concretamente la tutela della salute dei lavoratori e non può essere ridotta a un mero adempimento formale.
Per questo motivo il Giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti dei quattro indagati, ritenendo insufficienti misure meno afflittive alla luce della gravità dei fatti contestati, della presunta flessibilità operativa dell’organizzazione e della rete di rapporti emersa nel corso delle indagini.
L’inchiesta coinvolge complessivamente un numero più ampio di persone, alle quali vengono contestate, a vario titolo, condotte legate alla produzione, all’intermediazione, alla consegna o all’utilizzo di attestati e documenti ritenuti falsi, oltre a violazioni della normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
La Procura di Matera ha sottolineato il valore dell’attività svolta dal Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri, evidenziando come l’indagine abbia consentito di far luce su un presunto meccanismo illecito in un settore particolarmente delicato per la tutela dei lavoratori.
Resta fermo che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che le accuse formulate rappresentano, allo stato, mere ipotesi accusatorie. Gli indagati devono pertanto essere considerati innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo di responsabilità nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.
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