Farmaci, dal primo settembre in Basilicata quota di 2,50 euro a ricetta. Esenti le fasce più vulnerabili

POTENZA – Dal 1° settembre 2026 entrerà in vigore in Basilicata una quota di compartecipazione di 2,50 euro per ricetta sulla spesa farmaceutica convenzionata. Lo ha stabilito la Giunta regionale con una delibera finalizzata al contenimento della spesa pubblica, al contrasto degli sprechi e all’allineamento ai tetti medi nazionali.
Il provvedimento, precisa la Regione, non riguarderà le categorie esenti e le fasce più vulnerabili della popolazione. L’entrata in vigore è stata fissata a settembre per consentire l’adeguamento dei sistemi informatici e delle farmacie.
«La quota minima di compartecipazione – spiega l’assessore regionale alla Salute e alle Politiche della Persona, Cosimo Latronico – è concepita come misura di contenimento e razionalizzazione per contrastare gli sprechi e indirizzare la spesa verso comportamenti più appropriati e sostenibili». Secondo Latronico, si tratta di un intervento necessario per garantire l’equilibrio finanziario e tutelare l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, in una Regione che finora era tra le ultime in Italia a non applicare una forma di compartecipazione.
Ampia la platea delle esenzioni. Non dovranno versare la quota i pazienti affetti da malattie croniche, invalidanti o rare, limitatamente ai farmaci correlati alla propria patologia, così come i pazienti oncologici, i soggetti sottoposti a terapia del dolore cronico e gli infortunati sul lavoro.
Esenzione totale anche per gli invalidi civili, di guerra, del lavoro e per servizio, i ciechi, i sordomuti, le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata e i soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie o trasfusioni.
La misura salvaguarda inoltre le fasce economicamente e socialmente più esposte: minori di sei anni e over 65 rientranti nel codice E01, disoccupati, titolari di assegno sociale o pensione al minimo e cittadini con reddito inferiore alla soglia prevista dalla fascia E05. Restano esenti anche gli stranieri che già beneficiano dell’esenzione, i detenuti, gli internati e tutte le altre categorie previste dal Sistema Tessera Sanitaria.
Nessuna compartecipazione sarà invece applicata ai farmaci distribuiti direttamente dalle strutture ospedaliere e dalle farmacie delle Aziende sanitarie. «Questo canale pubblico – sottolinea Latronico – è escluso dal provvedimento e stiamo lavorando per potenziarlo ulteriormente».
L’assessore richiama infine le altre misure messe in campo per ridurre la spesa farmaceutica, dall’incremento nell’utilizzo dei farmaci biosimilari alla collaborazione con la centrale acquisti della Regione Piemonte, che avrebbe già consentito di ottenere condizioni economiche più vantaggiose.
Gli effetti della nuova quota di compartecipazione saranno monitorati e valutati con cadenza semestrale, con l’obiettivo, conclude Latronico, di ottimizzare le risorse continuando a garantire la gratuità delle cure alle persone in condizioni di vulnerabilità sanitaria, economica o sociale.

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