Femminicidio, Giuliano: ‘sensibilizzare le comunità affinchè i segnali di violenza assistita possano essere intercettati prima del verificarsi di tragedie irreparabili’

Per il Garante dell’infanzia occorre “lavorare sulla prevenzione della violenza domestica, per rendere meno fragili i genitori attraverso home visiting e accompagnare i neo genitori nei primi mesi di vita e far sviluppare in loro corretti stili educativi”

POTENZA – “In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, la Fidapa di Policoro ha organizzato, da remoto, un convegno sul tema ‘Gli orfani di Femminicidio, Vittime Invisibili’ dando al Garante dell’infanzia e dell’adolescenza di Basilicata l’opportunità di sviluppare una riflessione su questo dramma e sulla tutela degli orfani dei crimini domestici”.

Lo comunica lo stesso Vincenzo Giuliano che aggiunge: “La legge n. 4 dell’11 gennaio 2018 indubbiamente ha rafforzato il sistema di protezione e tutela dei figli minorenni e maggiorenni, economicamente non autosufficienti, ma è solo un importante primo passo perché resta molto da fare per prevenire e contrastare questo triste e tragico fenomeno”.

“E’ urgente – dice – rendere operative le misure previste dalla legge stessa con il sensibilizzare le comunità affinchè i segnali di violenza assistita possano essere intercettati prima del verificarsi di tragedie irreparabili. L’omicidio di un genitore da parte dell’altro, provoca nei figli un trauma indescrivibile perché contemporaneamente perdono due figure di riferimento fondamentali (genitore vittima e genitore autore del reato, detenuto o suicida). Al dolore per la perdita si aggiungono difficoltà di natura materiale, emotivo, sociale e giudiziario. Il sistema di tutela degli orfani di femminicidio evidenzia un sistema fragile e in difficoltà perché non dà né indicazioni chiare sugli interventi da mettere in essere e né individua progetti personalizzati per l’orfano”.

“Il Ministero delle Pari Opportunità – conclude Giuliano – dovrebbe elaborare delle ‘Linee guida per individuare e condividere procedure di intervento omogenee sull’intero territorio nazionale, oltre ad una formazione più specifica per magistrati, forze dell’ordine, avvocati, psicologi e assistenti sociali’. Lavorare sulla prevenzione della violenza domestica, inclusa quella assistita, per rendere meno fragili i genitori più fragili attraverso home visitingl’assistenza domiciliare con l’accompagnare i neo genitori nei primi mesi di vita e far sviluppare in loro corretti stili educativi; e il potenziamento e la partecipazione gratuita ai servizi socio-assistenziali della prima infanzia. Sevizi dotati di un’assistenza qualificata per decodificare i bisogni dei bambini ma anche le disfunzioni genitoriali che inevitabilmente i bambini trasmettono”.