FIM-CISL, produzione Stellantis nei primi 9 mesi: ‘i semiconduttori colpiscono più della pandemia’

Nell’auto solo Mirafiori con 500e fa meglio del 2020. Con i veicoli commerciali si raggiunge quota 528.277 (+14,2% rispetto 2020), ma in negativo del -16,3% rispetto 2019. L’11 ottobre incontro con Stellantis al MiSE

MELFI (PZ) – I dati della produzione nei primi nove mesi del 2021 segnano una crescita del +14,2% rispetto al dato relativo all’anno precedente. Secondo i dati rilevati nel corso di quest’anno sono state prodotte, tra autovetture e furgoni commerciali, 528.277 unità contro le 462.404 del 2020. 

Una crescita dei volumi rispetto al 2020 caratterizzato dal blocco produttivo del lock-down. 

Se invece i dati di produzione li rapportiamo al periodo pre-covid e quindi al 2019 la situazione è negativa con – 16,3% (631.200 veicoli): per la prima volta sono negativi anche i veicoli commerciali, cosa mai successa negli ultimi 12 anni. L’effetto è in gran parte riconducibile allo stop nelle produzioni determinato dalla mancanza dei semiconduttori. La sofferenza riscontrata nei primi 6 mesi del 2021, si è aggravata nell’ultimo trimestre causando numerosi blocchi produttivi. Nell’auto i semiconduttori stanno determinando dei blocchi produttivi che stanno colpendo più del lock-down del 2020. L’unico stabilimento che non subisce fermate nell’ultimo trimestre è il polo produttivo torinese; in particolare la produzione della 500e, che non può fermarsi per i vincoli sul Co2, per evitare le salatissime sanzioni. 

Se analizziamo i dati l’incremento di circa 43.513 veicoli rispetto al 2020, compensano la perdita di circa 12.750 veicoli determinatesi negli stabilimenti di Cassino, Pomigliano e Melfi. La situazione è veramente pesante, nell’ultimo trimestre su circa 50 giorni potenziali di lavoro (65 lavorativi – circa 15 gg ferie), solo il Polo Torinese e Maserati Modena non hanno subito fermate. Per gli altri stabilimenti si riducono i turni e le giornate lavorative utilizzando la Cig: Cassino -38%, Pomigliano – 70%, Melfi -54%. Anche Sevel passata indenne nel primo semestre, si ritrova con una riduzione delle giornate lavorative nel trimestre del 28%. La preoccupazione maggiore è determinata dal fatto che il blocco si è concentrato pesantemente nel mese di settembre e le previsioni sono che la situazione si trascinerà a tutto il primo semestre del 2022. Emblematica la situazione di Melfi che per settembre e ottobre lavorerà 7 giorni ogni mese. Vista la situazione, è certo che non si raggiungeranno nemmeno i 712.000 veicoli dell’anno della pandemia e del lock-down. A livello globale si stima che il contraccolpo sui volumi mondiali impatterà con meno 10 milioni di autovetture.

La situazione del mercato già in sofferenza per la situazione pandemica, con i blocchi causati dalle mancanze di semiconduttori sta peggioreranno, si stanno azzerando anche gli effetti positivi degli ultimi incentivi predisposti dal governo italiano. Il tema delle forniture delle materie prime, dei semiconduttori e dell’avvicinamento della catena del lavoro è un problema di ordine geopolitico che il governo del nostro Paese deve affrontare in maniera strategica. Le nostre preoccupazioni riguardano i lavoratori che sono pesantemente colpiti sul piano del reddito da questa situazione, a cui si aggiungono le preoccupazioni che rischiano di determinarsi a cascata su investimenti e indotto.

  • Situazione investimenti piano industriale FCA Italy 2019-2021

E’ necessario che nell’incontro dell’11 ottobre al MISE, che abbiamo ottenuto dopo forti pressioni della Fim-Cisl e delle altre organizzazioni sindacali, Stellantis assicuri e garantisca il completamento dei 5,5 miliardi di investimenti previsti nel piano industriale di FCA per il periodo 2019-2021. 

Dopo la partenza a marzo 2021 della produzione di Maserati MC20 a Modena, nei prossimi mesi sono previsti i lanci del Suv Grecale nello stabilimento di Cassino e del Suv di Alfa Romeo Tonale (anche nelle due versioni ibride) a Pomigliano d’Arco e delle due Maserati GT e GC a Mirafiori. Siamo preoccupati per due ordini di problemi: quando calano le vendite e ricavi, gli investimenti potrebbero subire uno spostamento; il secondo ordine di problemi è collegato al problema dei semiconduttori e al lancio commerciale delle nuove auto. Le attese sui nuovi prodotti non possono essere eccessive. Slittamenti temporali sui lanci rischiano di colpire ulteriormente l’occupazione e i salari, è per questo motivo che i vertici di Stellantis devono fornire garanzie ed esplicitare le difficoltà che potremmo avere nei prossimi mesi. In questa situazione, riteniamo che il governo non può assistere passivamente.

Situazione negli Stabilimenti delle produzioni finali

  • Polo Produttivo di Torino

I volumi produttivi misurati nei primi nove mesi del 2021 sono pari a 54.289 unità rispetto alle 10.776 rilevate nel 2020. Il peso maggiore della crescita è stato determinato dalla produzione della 500 bev che, partita nel mese di ottobre 2020, nei primi nove mesi del 2021 si è attestata sulle 38.187unità. Bisogna poi considerare il totale fermo produttivo nel mese di marzo 2020 causato dalla pandemia. Nei primi nove mesi del 2021, il 78% dei volumi sono rappresentati da 500 bev.  è molto probabile che si possano superare la soglia delle 60.000 unità a fine anno. I semiconduttori non hanno impattato negativamente sui volumi, anche perché il gruppo deve produrre volumi nei veicoli full electric per evitare le multe salatissime sul Co2. 

Continuano le difficoltà dei modelli Maserati. Le produzioni delle Maserati Ghibli, Quattroporte e Levante con circa 16.102 unità hanno fatto meglio in termini di produzione delle circa 10.776 prodotte nel primo semestre del 2020, ma l’effetto è sempre dovuto in gran parte al blocco produttivo per il lock-down. 

Nella più ottimistica delle previsioni per il 2021, stimando le produzioni Maserati del Polo Torinese superiori al 2020, precisamente intorno alle 20.000 unità, ci si attesterebbe comunque a – 60% rispetto ai risultati raggiunti nel 2017. Sia la produzione del Levante che quella di Ghibli e Quattroporte sono da tempo su un turno e per i prossimi mesi è probabile un ricorso all’uso di ammortizzatori sociali.

E’ indispensabile per il polo produttivo completare gli investimenti previsti nel vecchio piano FCA, nello specifico diventa necessario la partenza nei prossimi mesi della produzione delle due Maserati GC e GT e completare il processo di elettrificazione. Deve concretizzarsi il progetto Maserati rilanciando le vetture prodotte nel Polo Torinese. Non è possibile dichiarare che Maserati rappresenterà la risposta del lusso del gruppo Stellantis e poi non mettere in atto una strategia di rilancio con investimenti concreti in tempi brevi; per riportare Torino ai volumi del 2017 di oltre 54.000 Maserati.

Melfi

Nel 2020 la sola produzione di Melfi ha rappresentato la metà delle autovetture prodotte da FCA. Dato che viene confermato anche nel 2021 con il 45% delle auto prodotte. Per non sono bastate le 142.458 vetture per lo stabilimento lucano per battere la produzione 2020 nell’anno nero della pandemia, condizionato dalla fermata covid-19. Il dato produttivo rimane fortemente sotto, – 29,3%, rispetto ai nove mesi del 2019 pre-covid, dove le produzioni avevano superato le 200.000 unità. La situazione di flessione del mercato italiano ed europeo ma soprattutto i fermi produttivi generati dalla mancanza dei semiconduttori, hanno pesato enormemente sui risultati dello stabilimento: un terzo delle produzioni in meno. Del resto lo stabilimento lucano, ha lavorato la metà dei giorni lavorativi teorici previsti nel terzo trimestre e la comunicazione di poco più di una settimana di lavoro per ottobre aggiunge forti preoccupazioni.

Nel dettaglio le produzioni della Jeep Compass hanno raggiunto le 37.197 unità, la Jeep Renegade 64.001, la Fiat 500x 41.260. 

E’ stimabile che il dato finale annuo sarà ben al di sotto delle 200.000 unità.  Numeri cosi bassi che a Melfi si vedevano prima della salita produttiva del 2015 dei due Suv Renegade e 500x. L’aumento dell’uso della cassa integrazione nei primi sei mesi del 2021 e il ricorso a numerose fermate produttive, aumentato negli ultimi tre mesi, ha condizionato i volumi produttivi. 

Si è completata la riorganizzazione che ha riguardato l’area produttiva. In particolare si tratta di un potenziamento in una linea produttiva delle due attuali, con una capacità produttiva intorno alle 400.000, e la creazione di un’area specifica per l’assemblaggio delle batterie, le produzioni di nuovi componenti nelle unità Presse e Plastica e un intervento nella area lastratura. L’accordo ha poi definito interventi di formazione professionali, modalità di incentivazione ad adesione volontaria per evitare esuberi e licenziamenti. L’intesa ha previsto anche l’uso di ammortizzatori sociali per affrontare i cali di produzione e la preparazione alle future produzioni. 

Lo stabilimento di Melfi sarà al centro del confronto tra le organizzazioni sindacali, il gruppo Stellantis e il Ministero dello Sviluppo Economico. E’ necessario che anche in sede ministeriale si garantiscano gli impegni presi con gli accordi sindacali in merito alle prospettive future del sito produttivo. Nello specifico il Gruppo Stellantis ha anticipato l’assegnazione allo stabilimento della futura piattaforma Bev STLA Medium, con un’autonomia fino a 700 km e dal 2024 verranno sviluppati quattro nuove vetture completamente elettriche e multibrand, che affiancheranno le attuali produzioni, assicurando prospettive positive per il futuro.