Fondazione Matera 2019, M.Pittella: “Bardi non sa di cosa parla”

POTENZA – “Mi spiace come sempre constatare il tono sprezzante con il quale il Presidente della Regione, Bardi, intervenendo sul nuovo statuto della Fondazione Matera 2019 alluda ad “appannaggi politici”. Probabilmente il Presidente, colpevole di aver totalmente ignorato Matera dal suo insediamento e di aver interrotto il cammino virtuoso avviato con un lavoro di squadra decennale, ritiene sia giusto fare un fallo di confusione e puntare il dito contro qualche nemico immaginario, di cui non voglio neanche sforzarmi di immaginarne o conoscerne l’identità.” Lo dichiara il consigliere regionale di Azione, Marcello Pittella, in riferimento ad una nota del governatore lucano.
“Purtroppo, – continua – Bardi non sapendo di cosa parla, non si accorge che le sue parole sono un’offesa all’impegno e alla tenacia di una comunità intera.
Ignora totalmente il lavoro di coesione istituzionale e territoriale portato avanti negli anni passati; non ha minimamente idea degli investimenti fatti per la città; del coinvolgimento attivo degli operatori culturali, cancellati – tra l’altro – con un colpo di spugna e, ahinoi, non ha neanche contezza dei dati che restituiscono in termini numerici gli impatti di Matera2019 sulla città.
Ora – aggiunge Pittella – dopo quattro anni di latitanza, davvero il Presidente crede che basti dire ci saranno “tantissime” risorse? Bene, ci dica quante e sulla base di quale programmazione strategica e, se non è troppo d’impiccio, sottoponga il nuovo Statuto della Fondazione Mt-Basilicata2019 alla condivisione e al contributo di tutti coloro i quali nel tempo hanno creduto e contribuito alla buona riuscita del progetto. Si perfezionerebbero – perché no – gli aspetti magari non considerati nel passato; e lei, avrebbe l’occasione per rilanciare delle attività che ha colpevolmente bloccato e mortificato.
L’invito al Presidente – conclude il consigliere – è infine quello di riflettere prima di parlare. I lucani non meritano di essere guardati dall’alto in basso.”