Fondazioni, twitter e segreti di Stato

EDITORIALE – Con un tweet di ieri sera delle ore 21,45, la Fondazione Einaudi ha comunicato che la Presidenza del Consiglio, nonostante la sospensiva resa dal Consiglio di Stato, ha deciso di desecretare i verbali del CTS.


Nella stessa giornata di ieri, ai lettori più attenti non sarà, peraltro, sfuggita la notizia che il Copasir ha convenuto, proprio nella seduta del 5 agosto, di “richiedere alla Presidenza del Consiglio la documentazione del Comitato Tecnico Scientifico relativa al coronavirus”.
È stato lo stesso Raffaele Volpi, presidente del Copasir, a darne notizia.


Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, Copasir, è stato istituito dall’articolo 30 della legge 3 agosto 2007, n. 124, recante “Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto”. La legge attribuisce a tale organismo parlamentare la funzione di verificare, in modo sistematico e continuativo, che l’attività del Sistema di informazione per la sicurezza si svolga nel rispetto della Costituzione e delle leggi, nell’esclusivo interesse e per la difesa della Repubblica e delle sue istituzioni.


Si ricorda, inoltre, che il Comitato dispone di rilevanti poteri in materia di conferma della opposizione del segreto di Stato da parte del Presidente del Consiglio dei ministri. L’articolo 40, comma 5, e l’articolo 41, comma 9, della citata Legge stabiliscono che di ogni caso di conferma dell’opposizione del segreto di Stato il Presidente del Consiglio dei ministri è tenuto a dare comunicazione, indicando le ragioni essenziali, al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, il quale, se ritiene infondata l’opposizione del segreto, riferisce a ciascuna delle Camere per le conseguenti valutazioni.


La decisione è intervenuta al termine della seduta nella quale è stata ascoltata la stessa Ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, che si è confrontata sulle domande dei componenti, in particolare sulla tematica di eventuali tensioni sociale che potrebbero eventualmente verificarsi nell’ultimo periodo del 2020.


Anche l’economista Carlo Cottarelli, nei giorni scorsi e sempre su Twitter, aveva contestato duramente la scelta del presidente del Consiglio: “L’opposizione di Palazzo Chigi alla desecretazione degli atti del Comitato tecnico scientifico sul Covid è un atto grave. Cosa c’è che non dobbiamo sapere? È nostro diritto essere trattati da cittadini, non da sudditi”.
Il “cinguettio” di Cottarelli è diventato virale come anche quello di Riccardo Luna, giornalista di Repubblica, che ha narrato della sua richiesta inevasa di ottenere copia del piano pandemico nazionale.


La vicenda giudiziaria dei verbali del CTS l’abbiamo raccontata qui (https://ivl24.it/grazie-al-tar-lazio-finalmente-pubblici-gli-atti-del-comitato-tecnico-scientifico/) e qui (https://ivl24.it/prosegue-la-battaglia-per-la-trasparenza-sugli-atti-del-comitato-tecnico-scientifico/).


Oggi aggiungiamo un nuovo tassello per la ricostruzione della verità dei fatti di questi mesi straordinari e complessi.


Il lavoro incessante dell’informazione, fatta anche sui social e non solo dai mass media, delle fondazioni culturali, di avvocati coraggiosi e competenti e, infine, degli organismi di controllo ha reso possibile uno squarcio nel fitto velo dei segreti opposti dal Governo Conte sulla gestione della pandemia attraverso i DPCM.