POTENZA – I consiglieri regionali di centrosinistra Alessia Araneo e Viviana Verri (Movimento 5 Stelle), Angelo Chiorazzo e Giovanni Vizziello (Basilicata Casa Comune), Roberto Cifarelli (Gruppo Misto), Piero Lacorazza (Partito Democratico) e Piero Marrese (Basilicata Progressista) tornano a sollecitare la Giunta regionale sul tema della forestazione, chiedendo un confronto istituzionale in Consiglio regionale o nelle commissioni competenti.
Nel mirino degli esponenti dell’opposizione vi è la gestione delle risorse destinate al comparto e, in particolare, l’annuncio del presidente della Regione Vito Bardi di voler aprire un tavolo di lavoro con le minoranze. Una proposta che i consiglieri definiscono “anomala e contraddittoria”, alla luce di una gestione che, a loro dire, continua a procedere in maniera frammentata e senza una regia unitaria, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo delle risorse derivanti dalle royalties.
Secondo i firmatari della nota, sul tema della forestazione ogni componente della Giunta, compreso il presidente, tende a rivendicare spazi di intervento autonomi, con il rischio di trasformare una questione strategica per il territorio in una “campagna elettorale permanente”, caratterizzata da risposte parziali che finiscono per alimentare ulteriori disparità tra lavoratori e categorie.
Per questo motivo i consiglieri chiedono che l’esecutivo regionale riferisca formalmente sui tempi di erogazione delle risorse destinate alla forestazione, sul piano di armonizzazione tra le diverse categorie interessate e sulle misure che si intendono adottare per evitare che migliaia di lavoratori possano concludere il 2026 senza aver maturato le soglie minime di tutela previdenziale.
“La forestazione – sottolineano gli esponenti del centrosinistra – non può essere considerata una categoria assistita. Rappresenta un presidio fondamentale per la tutela del territorio, per la prevenzione del dissesto idrogeologico e per il sostegno all’economia delle aree interne. Per questo merita risposte concrete e una programmazione chiara, non annunci selettivi”.
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