POTENZA – Uniformare le condizioni dei lavoratori del comparto forestazione in Basilicata, oggi suddivisi in tre macro categorie con trattamenti differenti, è l’obiettivo della mozione presentata dal Movimento 5 Stelle alla Giunta regionale. A illustrarne i contenuti, nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella Sala Di Mauro del Consiglio regionale, sono state le consigliere Alessia Araneo e Viviana Verri.
Al centro dell’iniziativa la richiesta di superare le attuali differenze tra i lavoratori dei Servizi Agro-Ambientali (ASA), delle Aree Servizi Agro Ambientali Aree Produttive (SAAP) e del comparto forestale. «A fronte di mansioni analoghe – hanno spiegato – persistono significative disparità in termini contrattuali, previdenziali ed economici». Differenze evidenti anche nel numero di giornate lavorative riconosciute: 102 per gli ASA, 136 per i SAAP e 150 per i forestali.
Le consigliere hanno sottolineato il valore strategico del comparto, impegnato nella gestione e tutela del patrimonio idraulico-forestale, «essenziale per la sicurezza del territorio lucano», evidenziando come l’attuale frammentazione generi disuguaglianze e condizioni di disparità tra i lavoratori.
Con la mozione si chiede alla Regione di predisporre un piano organico che garantisca parità di trattamento, attraverso l’armonizzazione di contratti, giornate lavorative, tutele previdenziali e percorsi formativi, oltre all’avvio di processi di stabilizzazione e al coinvolgimento delle organizzazioni sindacali.
Araneo ha ribadito la necessità di un percorso condiviso con lavoratori e sindacati, definendo «inaccettabile» la diversificazione a parità di mansioni e sottolineando l’importanza del settore anche in relazione al rischio idrogeologico del territorio lucano. «Non è una battaglia corporativa – ha affermato – ma una questione che riguarda la sicurezza e lo sviluppo della Basilicata».
Verri ha invece evidenziato l’urgenza di intervenire anche sul piano della programmazione, denunciando ritardi e criticità organizzative che incidono sulle condizioni di lavoro. «Serve una riorganizzazione complessiva del settore – ha dichiarato – superando la logica della stagionalità e riconoscendo il valore strutturale di queste attività».
Alla conferenza hanno partecipato, oltre ai lavoratori, anche i rappresentanti sindacali di SiFUS, CUB, USB, FAI CISL, UILA e FLAI CGIL.
«Dietro le sigle – hanno concluso le consigliere – ci sono persone e famiglie che garantiscono servizi essenziali senza adeguate certezze occupazionali. È necessario un intervento concreto delle istituzioni».








































