Fp Cgil: “nelle aziende sanitarie assenza di verifiche sulle stabilizzazioni”

POTENZA – “Stamani, come da richiesta di audizione della Fp Cgil di Potenza, siamo stati ascoltati in IV Commissione consiliare sul tema degli incarichi di funzione e delle mancate direttive emanate dalla Regione Basilicata alle aziende del servizio sanitario regionale, che hanno indotto un comportamento assolutamente non omogeneo nella predisposizione dei regolamenti per detti incarichi. Stiamo assistendo a incomprensibili scelte rispetto alla continuità degli incarichi di coordinamento del personale delle aziende sanitarie  della regione (la cosiddetta trasposizione), e ciò nonostante il contratto, a nostro avviso, sia chiaro e i successivi pareri Aran, in particolare, l’ultimo reso al dipartimento Salute della Regione Umbria, sia granitico nel sancire la “trasposizione” degli incarichi stessi, senza necessità di procedere ad una nuova selezione, fatta salva l’ipotesi di processi di una riorganizzazione derivante dalla modifica dell’atto aziendale”. Lo rende noto la stessa Fp Cgil.

“Circostanza questa che, come è ben noto, non ricorre in nessuna delle nostre aziende regionali, nelle quali gli atti aziendali non vengono aggiornati da anni. La latitanza della Regione su questa partita così delicata è un segnale insidioso, non solo perché non si ascolta la voce del sindacato, ma perché si confonde un diritto sancito nel contratto con un privilegio. Abbiamo, tra l’altro, colto l’occasione per rappresentare il caos sulle stabilizzazioni, sulle quali registriamo dei fortissimi ritardi, che si uniscono alla poca chiarezza e rispondenza delle unità comunicate da alcune aziende, come nel caso dell’Asm per la graduatoria degli infermieri di cui l’azienda è capofila, rispetto ai numeri presenti nei piani dei fabbisogni di personale. Ciò rallenta anche la possibilità”, si legge nella nota, “di un’ulteriore ricognizione di coloro che abbiano maturato i requisiti per la stabilizzazione medio tempore, sulla quale da tempo chiediamo di essere ascoltati dalla Regione, affinché si confronti con le Organizzazioni sindacali e recepisca le osservazioni già all’epoca evidenziate. Che la Fp Cgil avesse ragione sui rilievi fatti alle precedenti linee guida, in cui si chiedeva una valorizzazione del periodo prestato a servizio delle Aziende del servizio sanitario regionale, ce lo hanno confermato i fatti, considerato che ancora oggi quelle graduatorie non sono, di fatto, esaurite e che molti operatori che hanno prestato servizio nelle nostre aziende sanitarie durante la pandemia attendono ancora la stabilizzazione, alcuni neppure più da precari ma da disoccupati”.

“Pertanto”, concludono Guglielmi, Scarano e Summa, “riteniamo la nuova ricognizione necessiti di aggiustamenti e modifiche, delle quali vorremmo discutere con il Dipartimento sanità. Rimarcata ancora una volta in commissione anche la questione dei mancati incrementi dei fondi contrattuali del comparto, sui quali più volte abbiamo chiesto alla regione di autorizzare le Aziende nell’ottica della giusta valorizzazione professionale del personale. Tuttavia non possiamo che constatare come l’assenza di direttive regionali e di verifiche su quanto avviene a livello aziendale da parte della Regione, unita all’assoluta assenza di confronto con le OO.SS. stia, a nostro avviso, causando le distorsioni del sistema cui stiamo assistendo e di cui la IV commissione si farà portavoce”