Frida Kahlo, l’arte come strumento di benessere

EDITORIALE – In occasione della Giornata Internazionale della donna, voglio invitarvi a riflettere su quelli che sono i diritti, le conquiste raggiunti a livello economico, politico e sociale dalle donne, ma purtroppo anche sulle violenze e sulle discriminazioni subite dalle donne in qualunque parte del mondo. 

Uno dei diritti da perseguire non solo per le donne, ma per ogni essere umano è il diritto al benessere, alla cura. 

In merito a ciò vorrei presentarvi il caso emblematico di Frida Kahlo la quale ha utilizzato la sua stessa arte come cura per i mali fisici e sentimentali che hanno tormentato la sua esistenza, riuscendo a sviluppare in questa maniera una forma eroica di resilienza. L’arte per lei è diventata veicolo di resistenza, uno strumento tutto personale di terapia. 

I suoi sono dipinti autobiografici, si contraddistinguono per le tematiche trattate, per l’utilizzo di colori sgargianti, ma anche per essere stravaganti e creativi, lei era la musa di se stessa perché diceva: “sono la persona che conosco meglio”. Frida traspone sulla tela tutto il suo complicato mondo e mette in atto una narrazione di sé che risulta essere curativa per lei, mentre in chi guarda le sue opere vengono evocati forti sentimenti quali soprattutto intenso dolore e disagio.

Come afferma la stessa pittrice “Ho avuto due gravi incidenti nella mia vita. Il primo è stato quando un tram mi ha travolto e il secondo è stato Diego”. Nel 1925 a soli diciotto anni Frida è vittima del primo dei suoi due gravi incidenti, un incidente stradale mentre era a bordo di un tram, nel quale rimase gravemente ferita riportando fratture alle costole, alla clavicola, alla spina dorsale e al ventre che fu dilaniato compromettendo così, purtroppo la possibilità di avere figli. L’artista subì ben 32 operazioni chirurgiche, fu costretta a rimanere a letto per parecchio tempo e a portare per tutto il resto della sua vita un busto, ma ciò non arrestò minimamente la sua gioia di vivere e soprattutto la sua creatività. Al contrario lei riusciva a dare colore alle sue disgrazie, ad esternarle in maniera terapeutica per sentirsi meglio, l’arte è diventata la sua personalissima forma di cura.

Per dirla con le parole di Frida l’altro “grave incidente” della sua vita è stato Diego Riviera, muralista messicano di fama internazionale, diversi anni più grande di lei che fu il suo tormentato amore. Si conobbero quando lei era una studentessa e fra loro scoppiò subito un sentimento molto forte, lui fu sempre molto legato a Frida che considerava “la parte più bella della sua vita”, purtroppo però non riusciva a fare a meno di tradirla. Questi continui tradimenti facevano soffrire molto l’artista, soprattutto quello che avvenne con la sorella e che spinse Frida profondamente disperata a lasciare Diego. La loro separazione, però, non durò molto, perché proprio come gas e fuoco non riuscivano a stare lontani, così nonostante tutto tornarono nuovamente insieme.

Questo grande dolore ancora una volta non schiacciò Frida perché lei fu capace di esorcizzarlo mediante la pittura, fu anzi al contrario una nuova fonte di ispirazione per la sua arte. 

Proprio per questa sua forza e resilienza dovremmo tutt* prendere esempio da Frida perché nonostante il dolore provato sia fisico sia psicologico, nonostante le innumerevoli batoste che la vita le ha riservato non si è lasciata schiacciare dalla sofferenza, ma ha saputo sempre rialzarsi e reagire dimostrando una forza d’animo e una gioia di vivere unica e rara. Frida ha lottato e non si è lasciata spezzare da tutto ciò che negli anni ha tentato di distruggerla, ma anzi al contrario ha avuto la meglio, ha vinto. 

Mediante l’esempio di vita della straordinaria Frida Kahlo, voglio augurare in occasione della giornata internazionale delle donne innanzitutto a me stessa, ma poi a tutte le donne di riuscire a reagire come lei, di trovare la forza e la determinazione di riprovarci ed andare avanti anche quando ci sembra tutto estremamente difficile, di trovare una nostra personale via che ci porti verso il diritto al benessere e alla cura, in modo da dare nuovo colore al nostro futuro tentando sempre di trasformare i limiti in opportunità.