Gap Nord e Sud, Summa (Confindustria): ‘per ridurlo servono riforme e capacità amministrativa’

Il commento del presidente di Confindustria Basilicata alle anticipazioni del Rapporto Svimez 2021

POTENZA – “La Svimez conferma purtroppo il rischio che abbiamo prospettato da tempo: la pandemia ha ulteriormente ampliato il divario tra il Nord e il Sud del Paese, non tanto per le ricadute della crisi quanto per la diversa capacità di ripartenza”. E’ quanto dichiara il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma, all’indomani della presentazione delle anticipazioni del Rapporto Svimez 2021 “L’economia e la società del Mezzogiorno”, basate sul quadro di finanza pubblica derivante dalle principali misure adottate dal Governo – Legge di bilancio 2021, i due decreti Sostegni e il Dl 59/2020 – e sui principali investimenti che derivano dall’implementazione del Pnrr nel biennio 2021-22.

Se l’incidenza della crisi economica indotta dal Covid 19 è stata meno intensa nelle regioni meridionali rispetto a quelle settentrionali, sono le previsioni relative alla crescita a mostrare tutta la debolezza strutturale delle economie del Mezzogiorno, e in particolare quella della Basilicata, il cui Pil – sempre secondo le previsioni – nel 2022 crescerà meno della media del Mezzogiorno e meno anche del 2021.

“Una condizione che chiaramente ci preoccupa e che rende ancora più cogente la necessità che esprimiamo da tempo di puntare su una efficiente ed efficace programmazione in grado di agganciare le principali traiettorie di sviluppo e su una corretta capacità di utilizzo dei fondi del PNRR e dei Fondi Strutturali europei. Sicuramente sarà fondamentale l’attesa riforma della Pubblica Amministrazione ma non possiamo prescindere, a livello locale, da un’attenta riflessione sul come elevare la capacità amministrativa. Il PNRR assegna un ruolo cruciale nella attuazione degli interventi anche agli enti locali e questo apre inevitabilmente il problema del come accompagnare e sostenere le amministrazioni in questo complicato compito. Soprattutto se si tiene conto che la programmazione del PNRR dovrà integrarsi e non sovrapporsi a quella dei fondi strutturali. Nessuno deve dimenticare che il primo obiettivo che anima il Recovery Plan italiano è di dare definitiva soluzione a decenni di sviluppo disuguale del Paese. Il raggiungimento dell’obiettivo è quindi condizionato dalla capacità di creare un “ecosistema” favorevole a una crescita stabile e duratura che vada ben oltre  il 2026”.

Per il presidente Somma va quindi valutata con attenzione la proposta avanzata dalla stessa Svimez di costituire centri di competenza territoriale, formati da specialisti nella progettazione e attuazione delle politiche di sviluppo, in raccordo con i principali attori sociali del territorio.