LAURIA (PZ) – Con una missiva inviata alla Sindaca di Lagonegro Maria Di Lascio, il primo cittadino di Lauria Gianni Pittella ha chiarito ufficialmente la sua intenzione di proseguire la gestione unitaria delle attività del comprensorio del Sirino, solo che, rispetto agli anni precedenti, lo stesso comune di Lauria ha chiesto di poter essere “Il capofila nella gestione”.
Richiesta che ha subito scatenato la reazione del capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Francesco Piro il quale, in una nota social, tuona contro il sindaco di Lauria: “Con il permesso della Sindaca Maria Di Lascio e dell’intera Amministrazione Comunale di Lagonegro, rispondo al neo Sindaco di Lauria, ribadendo che Lagonegro dal 2019 fa solo passi in avanti. Il tempo dei passi indietro è finito. Lagonegro è e resta capofila! Mi dispiace molto per la forte spinta e per il protagonismo diretto e sostanziale, ma sicuramente sapra’ come attenuarli”, scrive l’esponente di Forza Italia.
“Chiedo invece al Sindaco di Lauria” ,prosegue ancora Piro, considerato il forte disagio per i Cittadini di Lagonegro, la restituzione degli uffici del distretto sanitario asp, dell’acquedotto Lucano, dell’ufficio dell’impiego, dell’area industriale zes, e di tutto quello che negli anni passati ci è stato “violentemente” tolto”.
Dichiarazioni che non sono passate inosservate, e che stamani hanno indotto l’ex sindaco di Lauria Angelo Lamboglia a replicare: “Al di là di tutte le situazioni che possono indurre reazioni giuste o sbagliate, dell’appartenenza, del campanilismo o altro un rappresentante istituzionale non può affermare, in modo disinvolto e alimentando contrapposizioni tra territori, senza tenere in alcun conto parametri oggettivi, quanto segue: “Chiedo al Sindaco di Lauria, considerato il forte disagio per i Cittadini di Lagonegro, la restituzione degli uffici del distretto sanitario asp, dell’acquedotto Lucano, dell’ufficio dell’impiego, dell’area industriale zes, e di tutto quello che negli anni passati ci è stato “violentemente” tolto”.
“Quanto scritto è grave – scrive Lamboglia – perché tra territori serve coesione e non ulteriore disgregazione,funzionale solo ad azzerare tutti, e soprattutto perché sarebbe opportuno spiegare il perché il paese più grande dell’area sud,sia in termini di estensione che di abitanti, proprio in base ai numeri che alimentano i vari servizi non dovrebbe godere della loro erogazione sul proprio territorio. Negli anni si è accettato, nell’ottica della famigerata città territorio, di avere altrove e su territori limitrofi servizi importanti, ma questo non vuol dire che la nostra comunità debba essere mortificata da rappresentanti istituzionali che dovrebbero interpretare il ruolo non da tifosi ma da riferimento a prescindere da appartenenze e ruoli. Lauria “era”, “è” e “rimarrà”, grazie ai suoi numeri e ai suoi laboriosi abitanti, autosufficiente per molti aspetti ma questo non è stato e non sarà mai utilizzato come elemento destabilizzante nei confronti dei piccoli comuni che hanno anch’essi necessità di andare avanti e con cui è necessario fare squadra”.
“Voglio chiudere – conclude l’ex sindaco di Lauria – “sottolineando che se si guarda a molti altri territori della nostra bella Italia si potrà avere conferma del fatto che le strutture atte ad erogare servizi si concentrano laddove ci sono i numeri e non il contrario. Dunque a prescindere da qualsiasi appartenenza invito tutti a meditare, soprattutto i cittadini che, quando chiamati a scegliere, mi auguro terranno conto anche di questi aspetti. Lauria, uno dei paesi più grandi della Basilicata, non può subire attacchi simili visto che, nonostante la propensione a creare coesione e non disgregazione, in passato sono già state accettate molte scelte oggetto, tra le altre,di pesanti attacchi della parte politica locale che afferisce a chi oggi esterna con leggerezza concetti che non stanno né in cielo né in terra”.











































