Giacomo Reale entra in Italia Viva e rilancia: “Io sindaco? Pronto a lavorare con chiunque possa costruire con me ed altri ad un progetto solido”

LAURIA (PZ) – Dopo mesi non semplici, l’ex amministratore torna a parlare di futuro, sanità territoriale e progetto politico. Tra elezioni comunali, riformismo e Italia Viva, Reale ribadisce una linea chiara: visione condivisa, concretezza e centralità dell’interesse della comunità.

Giacomo Reale, come sta oggi? Nei mesi scorsi la comunità di Lauria le ha manifestato grande vicinanza.

“Sto meglio, e questa è la cosa più importante. Sono stati mesi non semplici, ma il calore umano ricevuto mi ha dato una forza enorme. Ringrazio di cuore familiari, amici, colleghi e tanti cittadini che mi hanno scritto o chiamato per dimostrarmi affetto e sostegno. Anche quando non mi è stato possibile rispondere personalmente, ho sentito forte la vicinanza della mia comunità. È qualcosa che non si dimentica e che rafforza ancora di più il senso di responsabilità verso Lauria”.

Ecco, parlando di responsabilità, guardando alle prossime elezioni comunali, quali sono oggi i suoi principali obiettivi per Lauria?

“Rimettere al centro l’interesse della comunità. Lauria ha bisogno di una visione chiara, concreta e condivisa: sviluppo sostenibile, servizi efficienti, attenzione alle frazioni, politiche ambientali serie. Prima dei nomi e delle ambizioni personali viene il progetto per la città”.

È disponibile a una candidatura a sindaco?

“Chi non sognerebbe di fare il sindaco della propria città? Ma sbaglia chi pensa che amministrare un comune sia una questione personale. Sono invece pronto a lavorare con chiunque possa costruire con me ed altri ad un progetto solido, competitivo ed ampio per una Lauria diversa”.

Sarebbe favorevole a un percorso di primarie?
“Credo che strumenti come le primarie abbiano senso se servono davvero a costruire unità e partecipazione. Non devono essere un fine, ma un mezzo. Se aiutano a coinvolgere energie nuove e a rafforzare un progetto politico credibile per Lauria, allora vanno valutate positivamente, senza preclusioni”.

Dal 1° gennaio 2026 è prevista la chiusura notturna della guardia medica e infermieristica nei Punti di Primo Intervento di Lauria, Maratea e Chiaromonte. Una scelta che sta suscitando forti preoccupazioni. Quale deve essere, a suo avviso, l’approccio della Regione Basilicata?“Le preoccupazioni sono legittime e vanno affrontate senza slogan. La sanità territoriale, soprattutto nelle aree interne, va rafforzata e non indebolita. Serve una programmazione attenta che tenga insieme sostenibilità e diritto alla salute». La Regione deve lavorare per trovare soluzioni che evitino lo svuotamento dei presidi locali e rendano concreta la medicina di prossimità. È necessario un confronto serio con i territori per garantire servizi efficaci e risposte adeguate ai cittadini”.

Il suo giudizio sul Governo regionale?
“Credo si stia provando a fare il massimo, anche se ovviamente ci sono problemi che persistono nella nostra amata regione. In particolare apprezzo il lavoro dell’assessore all’Ambiente Mongiello per l’attenzione ai temi della sostenibilità e per la concretezza delle politiche ambientali. Con lei e con il consigliere Polese il dialogo è costante e significativo”.

In questo quadro regionale lei richiama spesso il ruolo del consigliere Polese. Perché lo considera un punto di riferimento?
“Perché rappresenta un modo serio e riformista di fare politica. Polese ha contribuito a costruire una visione e una classe dirigente credibile, capace di coniugare competenza, radicamento e capacità di governo. È un percorso che guarda al futuro e che va ulteriormente rafforzato”.

A questo punto la provocazione è inevitabile: questo rafforzamento passa anche dal suo ingresso in Italia Viva?
“Non è una provocazione fuori luogo. Sì, il mio ingresso in Italia Viva è una scelta coerente con il mio percorso politico e con i valori che ho sempre portato avanti: riformismo, moderazione, pragmatismo. È una scelta ponderata, che nasce dalla volontà di contribuire in modo responsabile a un progetto politico serio, anche a livello locale. La chiave di Casa Riformista mi pare poi quella giusta per aprire le porte di un nuovo mondo liberale di cui il paese ha bisogno”. 

Lei parla spesso di un “bel gruppo dirigente”. Che tipo di confronto sta maturando?
Un confronto serio, leale e orientato ai contenuti. È un metodo che nasce da un lavoro costruito negli anni anche attraverso l’esperienza di Lucania in Mente a Lauria, fatta di ascolto, presenza sul territorio e partecipazione reale. Oggi, con il mio ingresso in una forza politica che è radicata nelle istituzioni con amministratori di rilievo a tutti i livelli, dalla Provincia al Parlamento, tutto questo lavoro di anni può trovare un oggettivo rafforzamento che non può che giovare alla comunità di Lauria.

In questo contesto cosa rappresenta per lei il progetto di “Casa Riformista”?
“Una casa politica inclusiva e moderna, capace di tenere insieme riformismo, cultura di governo e sensibilità moderate. Un luogo politico non ideologico, ma concreto, vicino ai cittadini e al mondo produttivo. È lì che mi riconosco da sempre” .

In conclusione, qual è la sua priorità assoluta?
“Lauria. Sempre. Tutto il resto – ruoli, candidature, appartenenze – ha senso solo se serve davvero all’interesse della comunità” .

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