Lagonegro (PZ) – Riceviamo e pubblichiamo la nota pervenutaci dal movimento “Lagonegro 2030” firmata dal coordinatore Antonio Brigante.
Anche Lagonegro si appresta a vivere la Pasqua 2020 nella sua anomalia, dettata dalle contingenze dovute alla pandemia da COVID-19, e non possiamo sottrarci alla viva necessità di provare a vivere pienamente questa festività, nei suoi significati più intimi e spirituali così come nelle sue declinazioni legate ai rituali familiari e sociali.
Gli auguri che sentitamente vogliamo rivolgerci possano essere un’ulteriore occasione di riflessioni.
All’ansia del contagio si aggiungono le non poco preoccupanti crepe dell’economia, interi settori in ginocchio, riduzione degli occupati, una socialità da ridefinire.
Infermità e povertà stanno diventando per molti una cinica morsa che richiede nervi saldi, una visione comune, una nuova progettualità del futuro.
Per la nostra comunità rimane anche il rammarico, in questa situazione di crisi sanitaria, di essere costretti dentro un’incresciosa impersonalità amministrativa.
Ci si augura che con l’arrivo del nuovo commissario prefettizio si apra una fase di fattiva e feconda collaborazione democratica che sappia essere soccorso al bene comune.
La politica locale, bloccata e incapace di farsi carico del bene comune, è l’attesa protagonista che ad oggi non è stata in grado di dare sussulti capaci di migliorare le condizioni dell’esistenza sociale e politica del paese, oggi quanto mai lacerato e frammentato.
Inoltre, da parte della chiesa locale, anonima e ripiegata su stessa, chiusa nelle sue liturgie, nelle sue azioni di carità solitarie e canoniche, debole nel fare da ponte tra mondo cattolico e mondo laico, ci saremmo aspettati un valido e pregnante contributo almeno nel favorire una compagine sociale più unitaria e solidale.
Lo scenario è poco edificante facciamo appello nuovamente a quella politica che “ é l’arte più alta ” pertanto facciamo una “ società per gli uomini e le donne ” perchè ritorni attiva a Lagonegro e nel quadro delle attuali possibilità, sia capace di costruire un ponte tra la realtà ed il nostro futuro.
Ci si auspica che la politica si affranchi dalla contrazione individualistica dell’apparire e dalla conservazione di un sistema politico inadeguato alla rinascita di Lagonegro, abbandoni la difesa di una sua sopravvivenza, delle ripartizioni, delle coazioni del sistema e delle teorie funzionalistiche, ma si adoperi per uno svolgimento teso alla ricostituzione delle sue intenzioni di umanità che abbiano un nesso con il bene comune inteso come vita buona per tutti.
Auguri!!











































