Abbiamo ascoltato l’ultimo brano di Noemi Chiacchio, “Goodbye”, uscito oggi venerdì 10 luglio, spinti dalla curiosità di chi tiene d’occhio da un po’ il cammino di questa giovane cantautrice di Lauria. E qualcosa, in questo pezzo, esce dai consueti binari delle canzoni dedicate alla fine di un amore.
Tracce di Noemi – Diciannove anni, l’esordio artistico nel 2020 con “Gli amici veri”, il premio “Canto per Te” a Casa Sanremo e, dal 2024, il contratto con la casa discografica Joseba Publishing di Gianni Testa. “Lontana dai flash” e “Resto con me” gli altri progetti di una voce fresca ed incantevole che si sta facendo largo con pazienza e un passo alla volta.
“Goodbye”, firmato Joseba Publishing e distribuito da Altafonte, mette in scena un’attrazione logorata da fraintendimenti, messaggi ambigui e sentimenti oppressi dalla confusione. E lo fa con una sfumatura pop potente e ritmata, quel pop che sa di presente e che trova la sua sintesi più riuscita nel passaggio da delusione a scelta di libertà. In “Goodbye”, però, non c’è stizza, né il solito piagnisteo da cuore spezzato. C’è, piuttosto, una chiarezza che quasi spiazza.
Abbiamo incrociato telefonicamente Noemi per chiederle da dove è partita la sua idea di “Goodbye”, e la risposta ha detto più della canzone stessa: “Goodbye nasce da emozioni vere, anche se non racconta un episodio preciso. Mi piace trasformare quello che vivo, quello che osservo e quello che sento nelle storie delle persone che mi stanno intorno in qualcosa di universale: credo che chiunque, almeno una volta nella vita, abbia dovuto trovare il coraggio di dire addio a qualcuno che continuava a farlo stare male”.
E poi la frase che ci ha colpito più di ogni analisi: “Ho capito che questa storia doveva diventare una canzone nel momento in cui mi sono resa conto che quel ‘goodbye’ non era più una parola di rabbia, ma un gesto d’amore verso me stessa”.
È qui il punto, crediamo. “Goodbye” non è una canzone sulla fine di un amore: è una canzone sulla fine della paura. Il verso che Noemi indica come il cuore del pezzo, “Ma questa volta non ci casco più“, non suona come uno slogan da ritornello, ma quasi come un patto con sé stessi: “Rappresenta il momento in cui smetti di rincorrere qualcuno e inizi finalmente a sceglierti“, confida.
La formazione vocale, prima alla Village Music Academy e poi con la coach Karmen Liguori, è un percorso già notevole per la sua età. Ma quello che ci interessa, ascoltando “Goodbye” a due mesi dall’uscita di “Resto con me”, è la traiettoria umana oltre a quella professionale: “Sto cercando di vivere tutto con maggiore consapevolezza – confessa Noemi – ho capito che anche i momenti difficili hanno un valore, perché spesso sono proprio quelli che ti insegnano di più e che danno profondità alla musica che scrivi: sto imparando a fidarmi sempre di più del mio istinto e a scrivere senza filtri. Con “Goodbye” ho cercato di essere più sincera, senza la paura di mostrare anche le mie contraddizioni. Rispetto ai miei lavori precedenti mi sento più libera nell’interpretazione: oggi non cerco la perfezione, cerco la verità. Voglio che chi ascolta senta una persona prima ancora che un’artista”.
C’è un passaggio della chiacchierata in cui le chiediamo se “Goodbye” fosse, in un certo senso, anche un saluto a una parte di sé, e la risposta arriva senza esitazioni: “Sarebbe un saluto alla versione di me che aveva paura di non essere abbastanza e che cercava conferme negli altri. È un addio alla necessità di rincorrere chi non sceglie di restare”.
E chiude con quello che, in fondo, è il vero messaggio della canzone: “Dire ‘addio’ non significa sempre perdere qualcuno. Molto spesso significa ritrovare sé stessi. Non bisogna avere paura di chiudere una porta quando dall’altra parte c’è qualcosa che ci ferisce continuamente: ogni fine può essere l’inizio di una versione più forte, più libera e più autentica di noi”.
Ecco, ci aspettavamo l’ennesimo pop di un amore finito male. Abbiamo trovato invece una ragazza di diciannove anni che ha già capito una cosa che a molti sfugge: lasciar andare, certe volte, è il gesto più coraggioso che si possa fare.
Il brano è disponibile su Spotify e in tutte le altre piattaforme digitali.










































