POTENZA – Il 1° aprile 2026 una violenta grandinata ha colpito diverse aree della Basilicata, causando danni ingenti alle colture agricole, in particolare alle drupacee. Pesche, ciliegie, albicocche e susine sono state compromesse nel giro di poche ore, con interi raccolti andati perduti. In molti casi, secondo quanto riferiscono gli agricoltori, i frutti sono stati completamente abbattuti dalle piante, rendendo impossibile qualsiasi recupero.
Le immagini diffuse dal Coordinamento Agricoltori mostrano campi devastati e produzioni distrutte, testimonianza di un evento atmosferico che ha colpito duramente aziende già esposte a fragilità economiche. Dietro ogni fotografia, sottolinea il Coordinamento, ci sono anni di lavoro e investimenti ora compromessi, con numerosi imprenditori agricoli che si trovano nell’incertezza sul proprio futuro.
A distanza di diciassette giorni dall’evento, la risposta della Giunta Regionale della Basilicata è stata giudicata insufficiente dalle organizzazioni di categoria. L’attivazione di un portale per la segnalazione dei danni, privo però — secondo le critiche — di indicazioni precise su entità dei ristori, criteri di assegnazione e tempistiche di erogazione, viene considerata una misura inadeguata rispetto alla gravità della situazione.
Il Coordinamento denuncia inoltre una continuità con precedenti interventi ritenuti inefficaci, citando fondi non utilizzati e piani mai realizzati. “Senza cifre certe e scadenze vincolanti, si tratta di promesse prive di contenuto”, è la posizione espressa nella nota.
Sul piano politico, le critiche si concentrano sull’assessore regionale all’Agricoltura, Carmine Cicala. Viene contestata una presunta contraddizione tra dichiarazioni pubbliche e ruolo istituzionale: da un lato, l’impegno annunciato a sostegno delle aziende colpite; dall’altro, accuse rivolte alla stessa Giunta di cui fa parte. Una posizione che, secondo il Coordinamento, rischia di minare la credibilità dell’azione politica.
Nel documento vengono chiamati in causa anche il presidente della Regione, Vito Bardi, e il presidente del Consiglio regionale, Marcello Pittella. Al primo viene chiesto un intervento immediato per chiarire responsabilità e garantire misure concrete; al secondo, la convocazione urgente di una seduta straordinaria del Consiglio per affrontare l’emergenza.
Due le richieste principali avanzate dagli agricoltori: la definizione di ristori con importi certi, criteri trasparenti e scadenze precise, e un impegno pubblico formale che stabilisca tempi e modalità degli interventi.
“La perdita per molte aziende è già avvenuta”, conclude il Coordinamento, evidenziando come l’urgenza non sia più rinviabile.









































