NOVA, SIRI (MT) – A dieci giorni dalla violenta grandinata che ha colpito il Metapontino, in particolare i comuni di Nova Siri e Rotondella, il Coordinamento Agricoltori Basilicata torna a denunciare ritardi e incertezze negli interventi a sostegno delle aziende agricole. Il fenomeno atmosferico si è verificato nel momento più delicato per le colture, quello della piena fioritura, compromettendo in pochi minuti un’intera stagione produttiva.
Secondo il Coordinamento, i danni non riguardano soltanto il raccolto, ma l’equilibrio economico e sociale di intere famiglie e imprese, già messe a dura prova negli ultimi anni. “Non si tratta di perdere qualche cassetta di prodotto, ma un anno intero di lavoro e reddito”, sottolineano gli agricoltori, evidenziando il rischio concreto di chiusura per molte aziende.
Nel mirino anche i tempi delle istituzioni. “Abbiamo collaborato, accolto sopralluoghi e confronti tecnici, ma la pazienza ha un limite: quello della credibilità”, si legge nella nota. Il Coordinamento evidenzia come, a fronte di dinamiche rapide in altri settori, dal territorio siano arrivate finora solo dichiarazioni e impegni non seguiti da risultati concreti.
Particolare riferimento viene fatto alla riunione del Tavolo Verde del 10 aprile 2026 e alle dichiarazioni dell’assessore regionale all’Agricoltura, con l’annuncio di un iter per il riconoscimento dello stato di calamità e l’attivazione di misure su più livelli. Un percorso che, secondo gli agricoltori, ricalca quanto già annunciato dopo la grandinata del 2 luglio 2024, per la quale i ristori non sarebbero ancora stati erogati.
Nel frattempo, la nuova ondata di maltempo del 1° aprile 2026 ha ampliato il numero delle aziende colpite, aggravando una situazione già critica. “Il sistema dei danni si allarga, quello dei ristori resta fermo”, denunciano.
Tre le domande poste con urgenza dal Coordinamento: quante aziende sono state censite dopo l’ultimo evento, quali fondi del Complemento di Sviluppo Rurale verranno attivati e con quali tempistiche, e quando le imprese riceveranno concretamente i primi aiuti economici. “Servono date, non annunci”, è la richiesta.
L’appello è rivolto all’intera classe politica, a livello regionale e nazionale, affinché si assuma la responsabilità di intervenire rapidamente. “Ogni azienda che chiude è un pezzo di territorio che si perde”, avvertono gli agricoltori, ricordando il ruolo strategico del comparto per l’economia locale.
Il Coordinamento conclude chiedendo trasparenza, dati certi e tempi definiti: “Gli agricoltori sanno aspettare i cicli della natura, ma non possono attendere oltre che le istituzioni facciano il loro dovere”.
Foto: IlMetapontino.it








































