Guardie mediche e PAT, M5S all’attacco: “La riforma sanitaria lucana parte senza strutture e personale adeguati”

POTENZA – “Dal 25 maggio il presidio sanitario sotto casa non esiste più”. È la denuncia delle consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Basilicata, Alessia Araneo e Viviana Verri, che intervengono duramente sulla riorganizzazione della continuità assistenziale avviata dall’Asp di Potenza nell’ambito del nuovo modello territoriale collegato al PNRR.

Le esponenti pentastellate fanno riferimento a una nota dell’Asp Potenza, protocollata il 14 maggio 2026, che dispone il trasferimento dei medici già in calendario nelle sedi di guardia medica verso i nuovi Punti di Assistenza Territoriale (PAT). Secondo quanto riportato, Satriano di Lucania confluirà su Tito, Savoia di Lucania e Sant’Angelo Le Fratte su Picerno, Castelgrande su Muro Lucano, Ruoti e Bella su Baragiano, Balvano su Vietri di Potenza.

Per Araneo e Verri non si tratta di un semplice cambio organizzativo, ma di una trasformazione sostanziale del sistema sanitario territoriale. “Il presidio non è più del comune, non è più garantito h24 nella sede di prossimità. È una rete mobile, vicariante, che si attiva su coordinamento della Centrale Operativa Territoriale e del numero 116117”, spiegano.

Le consigliere sottolineano come il modello dei PAT si regga sulla piena operatività delle Centrali Operative Territoriali (COT), evidenziando però che molte di queste strutture non sarebbero ancora completamente attive. Analoga criticità riguarderebbe gli Infermieri di Famiglia e di Comunità (IFoC), figure considerate centrali nella nuova organizzazione sanitaria ma ancora in fase di reclutamento e formazione.

Nel mirino anche la carenza di personale medico. Le esponenti del M5S richiamano infatti la delibera Asp n. 78 del 30 gennaio 2026, nella quale si riconosce che “le gravi carenze di medici del ruolo unico non consentono di garantire pienamente il servizio di continuità assistenziale”.

Secondo Araneo e Verri, il problema non riguarda il principio della riforma previsto dal DM 77/2022, ma “l’accelerazione imposta dalle scadenze del PNRR”, che rischierebbe di scaricare le conseguenze sui cittadini delle aree interne lucane, caratterizzate da collegamenti difficili, carenza di trasporto pubblico e una popolazione anziana particolarmente numerosa.

Il Movimento 5 Stelle ha annunciato la presentazione di un’interrogazione consiliare chiedendo alla Giunta regionale e all’assessore alla Salute, Cosimo Latronico, di riferire in Aula sul reale stato di attivazione delle COT, sul numero effettivo degli IFoC in servizio, sulla copertura dei territori privi di PAT e sul piano di trasporto sanitario previsto per i comuni più periferici.

Tra le richieste avanzate anche la sospensione immediata dell’attivazione del nuovo sistema “nelle aree in cui le condizioni abilitanti non sono ancora verificate”, oltre all’apertura di un confronto concreto con i sindaci e alla pubblicazione di dati aggiornati e verificabili sullo stato di attuazione della riforma comune per comune.

“La salute – concludono Araneo e Verri – non è un algoritmo di ottimizzazione burocratica. È il diritto più elementare che le istituzioni devono garantire”

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