I 18 anni di Amorematico, disco con cui i Subsonica si ripresero Torino e non solo…

EDITORIALE – C’è sempre qualche interrogativo o prova di maturità quando si celebra una maggiore età, anagrafica, di un evento o discografica che sia.

L’11 gennaio scorso Amorematico dei Subsonica ha compiuto diciotto anni, facendo capire al sottoscritto, in primis, quanto stia “invecchiando” velocemente, ma soprattutto l’aria innovativa che si respirava in quei primi anni 2000, quando tra i portici di Via Roma o le fontane di Piazza Castello, Torino si ergeva a diventare la nuova capitale “sonora” italiana.

Si, perché va bene la sperimentazione e il mettersi in discussione con nuovi sound, ma “Amorematico”, terzo album dei Subs, è davvero un manifesto importante di quello che è forse l’esame di maturità della band torinese. Si segue la scia elettronica e underground dei primi due album, Subsonica (1997) e Microchip Emozionale (1999), ma questa volta Casacci e co., prendono le influenze dell’elettropop d’oltralpe, infatti in brani come “Dentro i miei vuoti”, “Eva-Eva” e, soprattutto, Ieri”, in più d’un punto sembra di sentire gli Air di “10.000 hz legend”.

Amorematico riprende anche tracce di quel Mainstream tanto caro ai conterranei “Casino Royale”, con quelle impronte maturate nelle serate passate tra i Murazzi e Piazza Vittorio, prendendo spunto da ciò che era ed è la Torino notturna.

Ma questo disco, che per me è l’apice del lavoro dei Subsonica per molteplici e personali motivi, è un continuum di emozioni che varia dalle sonorità tipiche elettroniche fino agli scenari nostalgici della provincia piemontese, cantata in maniera magistrale in “Nuvole Rapide” e portata in video in modo sublime. La band torinese piazza anche due colpi importanti a livello di collaborazioni: prima chiamando i Krisma ad intervenire su “Nuova ossessione” per disturbare musicalmente il pezzo, e poi avvalendosi della collaborazione di Rachid, rapper marocchino che ‘sgrana versi in arabo’ mentre la band struttura le ritmiche con in testa gli schemi dei Prodigy in “Gente Tranquilla”

MTV DAY 2002SUBSONICAKRISMA**Samuel dei Subsonica con i Krisma. Bologna 2002**

I ritmi atmosferici quasi cadenzati e sussurrati in ogni arrangiamento dei 14 brani vedono l’impronta del dj Roger Rama, abile a disegnare un solco che consegna i Subsonica alla loro Torino misteriosa e affascinante. Prova evidente se ne ha in brani come Nuvole Rapide, appunto, e Sole Silenzioso.

Mammifero e Albascura fanno a pugni con l’attualità di quegli anni, in modo deciso e diretto, ma allo stesso tempo in maniera ironica. Ed è qui che la band cambia il corso di ciò che era la “strada” e si prende l’intero panorama che lo circonda, uscendo dai vicoli e mostrandosi attenta a ciò che accade fuori. Ciò è forte è sentito anche nel brano sopra citato “Gente Tranquilla”

Non è un disco di rottura, anzi, in Amorematico  la formazione decide di variare la proposta, a conferma di un percorso di ricerca e di continua evoluzione dovrebbe essere prerogativa di ogni gruppo. Non lo fa in maniea netta, ma in perfetto stile Subsonica, cioè in modo sperimentale e innovativo.

E’ il disco della maturità, della ripresa di un luogo o di un posto, di ciò che è l’identità umana e significativa di una band che, possa piacere o meno, non ha mai smesso di mettersi in gioco.