I 70 anni del Maestro Carlo Verdone e la sua Italia specchio delle nostre anime e dei nostri vizi

EDITORIALE – “Io ancora devo capì perché me fai ride…” La frase è del grande regista e produttore Sergio Leone il quale, dopo due minuti interminabili di silenzi e sguardi fissi, freddò un giovane Carlo Verdone dopo un pomeriggio passato in via Birmania a Roma, strada della capitale dove risiedeva il creatore di capolavori come “C’era una volta in America” e “Per un pugno di dollari”.

Eppure il giovane settantenne che oggi compie gli anni, non ha fatto solo ridere la società italiana, ma attraverso il suo cinema l’ha messa a nudo, l’ha analizzata e caratterizzata, attraverso personaggi, vizi, virtù, aneddoti e ipocondrie varie.

Quei personaggi che per Verdone sono stati un pò croce e delizia, visto che dopo il successo di Bianco Rosso e Verdone fu messo un pò in disparte da qualche produttore perchè convinti che l’attore romano non fosse in grado di reggere la scena interpretando un solo personaggio.

Ci pensò poi Mario Cecchi Gori nel 1982 a richiamarlo e produrgli quel piccolo capolavoro che è Borotalco, film del mito di Manuel Fantoni e di una colonna sonora superlativa a firma della premiata coppia Dalla/Stadio.

Si, perchè Verdone non è solo cinema, è anche musica, non solo per la sua grande passione per la batteria, ma per la sua ricca e irrefrenabile cultura musicale che lo ha portato anche a incontrare i Led Zeppelin (invidia tremenda), o a inserire nei suoi film sempre colonne sonore di alto livello o riferimenti a grandi artisti, come in Maledetto il Giorno che t’ho incontrato, dove recita la parte di uno scrittore e giornalista impegnato a comporre la biografia di Jimi Hendrix.

Con ivl24 la scorsa estate abbiamo avuto modo di incontrare l’attore e regista romano all’interno della rassegna “Lucania Film Festival” al centro Tilt di Marconia di Pisticci.

Un fiume in piena tra aneddoti, ricordi e storie di cinema. Verdone aveva un racconto per ogni fase della sua vita privata e artistica, dall’aneddoto di apertura col grande Sergio Leone, produttore dei suoi primi due film “Un Sacco Bello” e “Bianco Rosso e Verdone”, fino all’incontro con Elena Fabrizi, la “Sora Lella” da lui tanto amata.

Il regista e attore romano ha raccontato che nel corso dei provini per trovare la figura della nonna che Mimmo doveva accompagnare a votare dal nord a Roma, non pensò subito alla Fabrizi, ma si fece ispirare dal consiglio del suo vicinato, che gli suggerì di ascoltare ogni giorno su “Radio Lazio”, una sorta di rubrica del cuore condotta dalla Sora Lella: “Più che una rubrica del cuore era un ritrovo di donne tradite” – raccontò Verdone, “ in cui i consigli della Fabrizi erano sempre gli stessi, cioè di mandare mariti e compagni a quel paese. Un giorno mi presentai sotto la sede della radio e convinsi la Fabrizi a fare un provino. Sul set diede il meglio di sé, non solo nella recitazione ma anche nel privato, basti pensare che presi 3kg in due settimane di riprese perché ad un certo punto si mise a cucinare amatriciane e gricie per tutto il set…ricordo ancora Sergio Leone che, guardandola ogni mattina prendere le sue medicine prima del ciak mi guardava e diceva: ma sei sicuro che proprio lei? Questa ce more sul set. Lapidario, ma Sergio Leone era così, e la Sora Lella una seconda mamma per me, se non di più”.

Ci sarebbe poi la storia di quel giro di basso più volte citato nei miei #TellMeRock che fa da sottofondo a quella mitica scena di apertura di Un Sacco Bello, con Verdone che chiese i diritti ai Cream per un loro brano ma questi ne negarono l’autorizzazione. E così il maestro Morricone ne compose uno migliore e anche più bello, con l’attore romano che davanti allo specchio da il meglio di sè.

Sono i 70 anni di un attore di grande livello, di un conoscitore come pochi della nostra società. Un pezzo di storia che meglio di chiunque altro ha dato volto e voce a generazioni di italiani.

Per chi come me conosce a memoria ogni singola frase di un suo capolavoro, oggi è un giorno da segnare in rosso sul calendario.

Buon compleanno Maestro!

Foto in evidenza: Carlo Verdone fotografato da Claudio Porcarelli

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