I cittadini riaccendono i fari sulla sicurezza della Galdo – Pollino

CASTELLUCCIO INFERIORE (PZ) – Si torna a parlare della Galdo Pollino. La strada, che parte da Galdo di Lauria e arriva fino a Campotenese, è quotidianamente percorsa da tir di portata 250 e da un flusso consistente di auto provenienti dai comuni dell’area sud calabro lucana. L’arteria in alcuni tratti rappresenta un vero e proprio pericolo a causa di curve molto strette e di corsie che in alcuni tratti si restringono a misura di occhio. A ciò va aggiunto, come suddetto, che la strada è percorsa ogni giorno da grossi mezzi pesanti, provenienti dalla San Benedetto di Viggianello e dalla Centrale del Mercure, per un avanti e indietro lavorativamente parlando legittimo, ma poco consono alla sicura percorribilità. Ad insorgere sull’incolumità degli automobilisti e non solo, sono proprio i cittadini dei paesi situati a ridosso dell’arteria i quali, con una lettere indirizzata a tutti gli organi preposti (Anas, Regione, Prefetto solo per citarne alcuni), invitano a riaprire la questione sicurezza e ammodernamento della Galdo/Pollino. Lo scorso 14 giugno 2018, con un sit in alle presenza dell’allora Presidente della Regione Marcello Pittella e dell’assessore Castelgrande e con la partecipazione dei sindaci dell’area, si invitò Anas a riaccendere i fari sull’ammodernamento dell’arteria e oggi anche il sindaco di Castelluccio Inferiore Paolo Campanella, conferma che ci sono già 17mln di euro stanziati da Anas e recuperati in favore della sicurezza della Sp4. Oltre al flusso estivo di turisti che nel mese di agosto tornano nei paesi del Mercure, d’inverno la strada è anche viatico di scuolabus con destinazione Lauria e Lagonegro, oltre a molti pendolari che raggiungono gli uffici di altri paesi limitrofi o di operai che lavorano presso la centrale o in San Benedetto. La Giunta regionale è a conoscenza della situazione e sembra che sia già in cantiere un piano per l’allargamento di qualche tornante pericoloso e il rifacimento della segnaletica, nella speranza che possa essere davvero la volta buona per un’altra eterna incompiuta della nostra regione.