I contratti di Fiume tra obiettivi e sfide future: intervista al Presidente del Flag Nicola Mastromarino

POTENZA – I contratti di fiume e la riqualificazione ecologica e paesaggistica delle valli del Noce e Sinni. Abbiamo incontrato il Presidente del Flag Nicola Mastromarino, con cui abbiamo fatto il punto su sfide e obiettivi tra presente e futuro.

Presidente Mastromarino, da qualche tempo sentiamo parlare dei Contratti di Fiume per il Noce e il Sinni. Di cosa si tratta?

Di una bella esperienza di pianificazione e progettazione sui nostri fiumi, attraverso un metodo partecipato. Per intenderci, con i contratti di fiume si punta alla riqualificazione ecologica e paesaggistica, alla fruibilità e allo sviluppo locale, chiamando una molteplicità di attori dalle istituzioni, alle associazioni e alle imprese, fino alle scuole e alle famiglie a dare il proprio contributo.
L’esperienza dei Contratti di Fiume delle Valli del Noce e del Sinni, la cui attuazione è stata affidata al nostro FLAG Coast to Coast è difatti iniziata nel 2020. E’ la prima esperienza in Regione Basilicata, che nel 2012 aderisce alla Carta Nazionale dei Contratti di Fiume.
Il nostro è un caso unico anche nel panorama nazionale, perchè il Cdf viene attuato da un GAC, gruppo di azione costiera di compagine societaria pubblico-privata, soggetto territoriale che persegue l’obiettivo di sviluppo locale di tipo partecipativo.
Altra specificità poi è il territorio interessato che comprende tutta l’area tra le due coste lucane, dal Noce al Mar Tirreno, dal Sinni al Mar Ionio. Due ambiti fluviali molto diversi fra loro, che presentano differenti criticità ed altrettante specificità, che saranno messe a sistema durante il processo attuativo.

Qual é l’obiettivo nello specifico?


La costruzione di un masterplan di interventi, materiali e immateriali, che nelle diverse fasi temporali trovi fattibilità e fondamento scientifico, con la condivisione dei territori ed in coerenza alle norme sovraordinate. Il processo punta a co-progettare con i portatori di interesse la visione futura sugli ambiti fluviali, dando la possibilità di realizzare interventi pilota attraverso il sostegno economico che ci è stato riconosciuto dalla Regione.
Ma il nostro obiettivo è anche quello di amplificare la nostra presenza nei territori coinvolgendo i soggetti attivi, individuando gli “ambasciatori dei fiumi” e coinvolgendo le giovani generazioni in età scolare nel progetto formativo EDUCAFIUME, laboratori ed uscite didattiche, approfondimenti sul tema del ciclo dell’acqua e nello specifico degli ambiti fluviali.

A che punto siete?


Il processo è lungo e complesso e, a causa della pandemia, come tutti anche noi abbiamo dovuto ripensare alle modalità di attivazione del processo partecipativo.
Per essere concreti, ad oggi, abbiamo concluso una prima fase di consultazione con enti, amministrazioni, associazioni, alle quali abbiamo sottoposto il Manifesto di intenti verso i contratti di fiumi ed abbiamo già registrato oltre 30 adesioni fra cui Comuni (6), APT Basilicata, Ente Parco nazionale del Pollino, UNPLI Proloco Basilicata, Italia Nostra, WWF, Legambiente e puntiamo ad una sempre più ampia condivisione.
Abbiamo anche sottoposto all’attenzione del Dipartimento competente la validazione di alcuni studi scientifici che vorremmo avviare a stretto giro. Nelle prossime settimane poi pensiamo a focus group e tavoli tematici per iniziare a co-progettare gli interventi pilota. Abbiamo dei tempi da rispettare, ma stiamo lavorando si buona lena e soprattutto con grande entusiasmo.