I “luoghi ideali” di Sergio Ragone. Una serata tra amicizia, commozione e voglia di fare

RIVELLO (PZ) – “Abbiate cura dei vostri sentimenti, perché vorrà dire che terrete a cuore anche i vostri luoghi”. Sergio Ragone si congeda così dal pubblico attento e coinvolto di Rivello, accorso numeroso per la presentazione della sua collana sui suoi “Luoghi Ideali”. Un messaggio forte di appartenenza, che ha dentro di sé voglia di fare, voglia di esserci, ma soprattutto amore per la propria terra. La serata rivellese di ieri è stata un mix tra amicizia, commozione, ma anche sana severità perché, inevitabilmente, se si parla della propria terra e di ciò che trasmette, è difficile non essere anche un po’ critici o autocritici. I toni colloquiali stile “quattro amici al bar”, evidenziato anche nella moderazione del nostro direttore Giacomo Bloisi, ha visto in apertura il saluto del sindaco di Rivello Franco Altieri, che ha messo in evidenza come l’esigenza di fare rete tra comuni ci sia e sia evidente, superando il fallimento dell’Unione dei comuni e lasciando a ogni singolo ente la capacità di proposta e di fare squadra. Il Professor Carmine Cassino e il suo “omonimo” Pasquale Annicchino hanno parlato di come sia necessario credere in un rilancio territoriale dei nostri territori, troppo spesso attaccati a storie di campanilismo o di chiusure solo idealizzate, proponendo un rilancio non solo politico ma anche culturale, con la creazione di “hub culturali” dove riunirsi e fare proposte. Simpatico siparietto quando Annicchino, nel ricordare il periodo degli scioperi liceali, ha esortato il suo “diritto al fantacalcio” da sfruttare in quelle ore di spacco, contro le iniziative “manifestanti” all’epoca proposte da Cassino. Provocazione pienamente accolta dal giovane editore Antonio Candela, che con la severità sopra citata ha accolto la proposta degli hub, esortando istituzioni e politica ad investire di più in cultura, perché senza cultura non esiste crescita per nessun luogo. Mario Polese, vice presidente del consiglio regionale di Basilicata ha parlato dei suoi luoghi ideali come sinonimo di identità, e inevitabilmente quest’ultima ti porta a motivarti e a credere in qualcosa. Una motivazione che, accogliendo lo spirito di fare rete, deve portare a unire e non a dividere, e citando Matera 2019, ha esortato a non pensare che non sia un evento solo della città dei sassi, ma di tutta la regione, senza divisioni o campanilismi ulteriori. L’intervento finale dell’autore è un messaggio di coraggio e rilancio, non riscatto, perché a Ragone questa parola non piace. “E’ una presa di coscienza su ciò che abbiamo ogni giorno davanti ai nostri occhi e verso il quale abbiamo il dovere di fare qualcosa. Questo è il pregio di chi decide di restare e crescere qui, un dovere morale che deve portaci a vivere e valorizzare i nostri luoghi, affinchè diventino e siano davvero ideali.