Idroelettrico, Cifarelli: “Nel 2029 scadono le concessioni di Pertusillo e Cogliandrino, la Basilicata definisca subito una strategia”

POTENZA – “Il 1° aprile 2029 scadranno le concessioni delle due grandi derivazioni idroelettriche della Basilicata, quelle del Pertusillo e del Cogliandrino. Può sembrare una data lontana, ma per una scelta di questa portata meno di tre anni sono pochissimi. Per questo ho presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per sapere cosa sia stato fatto finora e quale strategia si intenda adottare”.

Lo dichiara il consigliere regionale Roberto Cifarelli, che ha chiesto alla Giunta di fare il punto sull’attuazione della legge regionale n. 29 del 2021 che disciplina le grandi derivazioni idroelettriche.

“La questione non riguarda soltanto due concessioni amministrative. Riguarda il modo in cui la Basilicata intende considerare e valorizzare uno dei suoi patrimoni strategici più importanti: l’acqua e la sua capacità di produrre energia“.

La legge regionale del 2021 aveva previsto un percorso preciso: la ricognizione delle opere e dei beni entro il 31 dicembre 2022, l’adozione delle disposizioni attuative e l’avvio delle procedure per la nuova assegnazione con almeno cinque anni di anticipo rispetto alla scadenza delle concessioni.

“Dalla documentazione pubblicamente disponibile non è stato possibile ricostruire con certezza se e in quale misura questi adempimenti siano stati effettuati. Proprio per questo, insieme all’interrogazione, ho chiesto alla Regione di trasmettere gli atti: ricognizioni, relazioni tecniche, inventari e valutazioni patrimoniali, corrispondenza con il concessionario, investimenti realizzati e non ancora ammortizzati e gli eventuali studi sulle diverse possibilità di gestione dopo il 2029”.

Per Cifarelli la vicenda assume un significato ancora maggiore alla luce di quanto accaduto negli ultimi anni con la governance del sistema idrico interregionale.

“L’esperienza di Acque del Sud S.p.A. dovrebbe averci insegnato qualcosa. La Basilicata dispone di una straordinaria ricchezza idrica, ma una parte fondamentale delle infrastrutture e delle decisioni che riguardano questa risorsa è inserita in un sistema di governo che supera i confini regionali. Non voglio che, mentre discutiamo ancora di come recuperare una maggiore capacità di governo della nostra acqua, ci accorgiamo nel 2029 di avere perso anche l’occasione di governare direttamente il valore energetico”.

Il punto, sottolinea Cifarelli, non è rivendicare una chiusura della Basilicata dentro i propri confini né mettere in discussione la necessaria cooperazione interregionale sulla risorsa idrica.

“L’acqua naturalmente non conosce confini amministrativi e la Basilicata ha responsabilità anche verso i territori ai quali da decenni contribuisce a garantire approvvigionamento. Ma cooperare è una cosa, rinunciare alla capacità di valorizzare il proprio patrimonio è un’altra“.

La L.R. 29/2021 consente alla Regione di valutare diverse modalità per il futuro delle grandi derivazioni, dall’affidamento mediante gara a forme di partecipazione pubblica e pubblico-privata. Nell’interrogazione viene chiesto anche se sia stato preso in considerazione un possibile ruolo della Società Energetica Lucana (SEL).

“Non sto sostenendo che la soluzione debba essere già oggi affidare tutto a SEL. Prima dobbiamo conoscere il valore degli impianti, lo stato delle opere, gli investimenti necessari e i conti economici. Ma la Basilicata deve almeno valutare se, alla scadenza delle concessioni, continuare soltanto a concedere ad altri l’utilizzo energetico delle proprie risorse oppure partecipare direttamente alla produzione del valore che quelle risorse generano“.

“Abbiamo petrolio, gas, acqua, sole e vento e siamo una delle regioni italiane che maggiormente contribuiscono alla produzione energetica nazionale. Eppure continuiamo troppo spesso a ragionare esclusivamente in termini di royalties, canoni e compensazioni. Sono strumenti importanti, ma non possono essere l’unico orizzonte”.

Il 2029, secondo Cifarelli, rappresenta per questo una scadenza strategica.

“Nello stesso orizzonte temporale si concentrano decisioni importanti sull’idroelettrico e sul futuro degli accordi relativi alle nostre risorse energetiche. La Basilicata deve arrivare a quell’appuntamento con una propria strategia industriale, non limitandosi a negoziare quanto ricevere in cambio dell’utilizzo delle proprie risorse”.

“Dopo la vicenda di Acque del Sud – conclude Cifarelli – credo sia doveroso porre oggi una domanda molto semplice: chi governerà domani il valore dell’acqua lucana? Non possiamo aspettare il 2029 per farcela. Abbiamo ancora il tempo per prepararci, ma quel tempo va utilizzato adesso”.

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