Il contact tracing alla prova del Garante della Privacy

EDITORIALE – Ad integrazione del precedente articolo sulla app Immuni, linko il testo del parere del Garante sulla proposta normativa riguardo la previsione di una applicazione volta al tracciamento dei contagi di Covid-19.

È una lettura sicuramente interessante ma allo stesso tempo non esaustiva in quanto, ovviamente, dà conto esclusivamente degli aspetti relativi alla privacy ma non tratta gli aspetti organizzativi e sanitari che dovrebbero essere realizzati a monte della app di tracciamento (innanzitutto la tempistica e le modalità dei tamponi per i cittadini che ricevessero la segnalazione di essere venuti in contatto con un soggetto contagiato).

In particolare, inoltre, non riesco a capire come sia possibile che, in relazione alla più grande operazione di tracciamento di dati medici ed epidemiologici della storia italiana, lo schema di decreto-legge recante “Misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile, e disposizioni urgenti in materia di tutela dei dati personali nel tracciamento dei contatti” testualmente riporti:


CAPO III
Disposizioni finanziarie e finali
ART.7
(Disposizioni finanziarie)


Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le Amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti connessi mediante l’utilizzazione delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.


Insomma i punti oscuri e dubbi permangono.Ma tant’è!

A seguire il parere:

https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9328050