Il futuro è qui

Riceviamo e pubblichiamo riflessione culturale di Enza Berardone


CASTRONUOVO S.ANDREA (PZ) – Senza  idee  non vi è  cultura, senza cultura non vi è società, senza libertà di cultura non vi è la libertà della società. La politica  quella  buona, sana, unisce, non divide, ascolta, comprende e cerca soluzioni, dà risposte ai mutamenti. Un buon amministratore si prende cura della sua gente, deve essere dotato  di un forte senso di giustizia e di una grande capacità di ascolto. I Castronovesi hanno, finalmente, scelto di vivere e non soltanto di esistere. Tutti desideriamo  che questa comunità rinasca, che sappia insegnare  ai suoi figli la differenza tra  bisogno e desiderio, tra libertà e sudditanza. La campagna elettorale  della lista “Uniti per il cambiamento”, capeggiata da Umberto Di Matteo, è stata misurata, educata, rispettosa degli avversari politici e dell’elettorato, condotta all’insegna dell’etica della responsabilità , dell’ascolto, contenuta interamente nell’espressione “I Care”, mi sta a cuore, mi prendo cura, mi faccio carico , perché il  mio mondo non è distante , diverso da quello in cui vivono gli altri. Nei vicoli del paese si respira un’aria nuova, dolce, diversa, sembra che tutto sia ritornato al proprio posto , e che niente e nessuno possano scalfire la ritrovata speranza che alberga , nuovamente, nei cuori  di tutti. Si è discusso molto  e a lungo  sulle possibili soluzioni, su cosa   fare per ridare linfa vitale ai nostri luoghi dell’anima, come riattivare  le energie positive  dei giovani  castronovesi , i quali hanno accolto ,con determinazione e grande slancio, questa  vera e propria chiamata alle armi  della coscienza, della responsabilità , della bellezza . Castronuovo  è pronto  a sperimentare  un nuovo modo  di stare al mondo e con il mondo , una diversa maniera di cullare e cibare  le idee, i pensieri e nutrirli  di futuro e possibilità . È stato ribadito più volte , dal neosindaco Umberto Di Matteo,  il concetto che si è liberi  solo nella misura  in cui  rispondiamo  all’altro , e che essere gentili significa  possedere  quella forza  d’animo che non ha bisogno  della violenza per affermare  la verità. È tempo che si pratichi  una vera e propria resistenza  alla disgregazione dell’essere, dei valori, del bagaglio  di eredità culturale  e storica   che rendono speciali ed uniche comunità  come quella castronovese, senza perdere di vista il cambiamento , le novità del domani, le sfide tecnologiche, come scrisse, appunto, Carlo Levi: “Il futuro ha un cuore antico”. Capire il presente , senza voltare le spalle al passato, inteso come una risorsa e non un peso, renderà meno difficoltoso organizzare il futuro  e guardare lontano , senza trascurare il particolare, senza stravolgere il perimetro  e l’essenza del sentire comune  che reclama, come non mai , un nuovo Umanesimo. La politica deve diventare  narrazione, alchimia di significati , intesa come servizio e non come potere, come cassa di risonanza di idee e desideri, capace di prediligere il mare aperto agli agi della poltrona .È ora che si sperimenti  un diverso  modo di intendere la vita , i rapporti umani, di abitare la complessità e la diversità, di essere se stessi  ed esserlo  essendo altri , vivere in modo plurale , come plurale è l’Universo. Ma vivere non basta , perché la vita non va soltanto vissuta , ma anche pensata e dedicata a qualcosa e a qualcuno. La nuova compagine amministrativa ha scelto  coraggiosamente di tracciare un cammino  nuovo, all’insegna  del dialogo , del confronto costruttivo, intenta, soprattutto a rimodulare la vita pubblica e sociale dei cittadini, a riempirla  di favole concrete, realizzabili, di progetti e salvifiche possibilità, di sogni ,tenuti sottochiave, per tanto, troppo tempo. L’ intento chiaro e inequivocabile che caratterizza il suddetto cammino è la valorizzazione di tutte le risorse  presenti sul territorio, dei suoi giacimenti  culturali con diversa valenza( storica, antropologica, religiosa). Le generazioni non invecchiano , ogni giovane  di qualunque tempo e civiltà ha le stesse possibilità di sempre: andare, restare o tornare. Siamo quello che facciamo e non può esserci crescita, riscatto, cambiamento di un territorio se non c’è conoscenza e senso di appartenenza; ma conoscere è spesso  riconoscere, ed il viaggio più affascinante è un RITORNO, un’ Odissea. “Perché cavalcate  per queste terre? chiede nella famosa ballata di Rilke l’alfiere al marchese che procede al suo fianco. “Per ritornare risponde l’altro.” Credo  si debba  ripartire anche da qui, da auspicabili ritorni, dall’amore  autentico, profondo per la propria terra che cura e salva  dalla solitudine, dall’isolamento, dal nichilismo, capace di  ridisegnare il cammino e la mappa del cuore  di ognuno di noi.

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