Il manifesto per il 5G

EDITORIALE – In un periodo di bufale e fake news, di paure irrazionali e fuorvianti richiami al principio di precauzione, trascrivo l’appello-manifesto promosso da diverse fondazioni e think tank, tra cui l’Istituto Bruno Leoni, per chiedere un’accelerazione sul 5G.
Ma prima una premessa.


“Il materiale da costruzione della paura è un pessimo materiale”, diceva il professor Giulio Giorello, filosofo e matematico; “Le paure possono produrre enormi castelli mentali che diventano incubi della società. Occorre capire perché si formino timori irrazionali verso la scienza, e bisogna farlo senza scavare fossati tra gli esperti e il pubblico”.


Sul 5G si è aperto un dibattito basato proprio sulla paura e sull’irrazionalità. E se è vero che circa 500 sindaci italiani stanno bloccando le necessarie infrastrutture sull’onda emotiva di cittadini (elettori) impauriti, allora anche la politica, oltre che la scienza e l’informazione, deve farsi carico di comunicare e dialogare, ma con fermezza, con la popolazione.


Questo il testo del manifesto sottoscritto da
Centro Economia Digitale
Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni
Fondazione Luigi Einaudi
Fondazione Magna Carta
Fondazione Guglielmo Marconi
Fondazione Aristide Merloni
Fondazione Adriano Olivetti
Fondazione Ottimisti&Razionali
Fondazione Prioritalia
Istituto Bruno Leoni
Istituto per la Competitività.

“Per mesi l’Italia ha combattuto il Coronavirus con il sacrificio e l’impegno di tutti e grazie al massiccio uso delle tecnologie digitali. Nell’emergenza abbiamo usato lo smart working nelle imprese e nelle amministrazioni, la didattica a distanza nelle scuole e nelle università, l’uso delle piattaforme per restare vicini a parenti e amici, l’accesso allo streaming tv per l’intrattenimento. Le aziende di telecomunicazione hanno contribuito alla tenuta economica, culturale e sociale del Paese.

Ma nello stesso tempo sono emerse le carenze strutturali della nostra rete, in termini di copertura territoriale, capillarità, ricchezza di banda, dotazione diffusa di strumenti digitali nella popolazione.

Ora, nella ripartenza, è il momento di sfruttare le enormi potenzialità delle tecnologie, accelerare i tempi della ripresa e creare le basi della nuova società digitale, innanzitutto facendo una decisa scelta nella costruzione della generazione avanzata di reti wireless, chiamata 5G.

Una tecnologia che consentirà la più ampia copertura dei territori, compresi i piccoli comuni, una maggiore capacità di connessione alle fonti di informazioni e dati, una connettività stabile e velocissima, l’internet delle cose, la remotizzazione della prevenzione e cura delle cronicità, la previsione dei grandi rischi naturali, l’automazione delle città e della mobilità. Generando così impatti estremamente positivi sull’economia, sul lavoro, sull’educazione, sulla cultura e l’intrattenimento, rendendo possibile per tutti una migliore qualità dell’accesso a Internet e contribuendo alla crescita e allo sviluppo.


Di fronte a questi traguardi, il Paese non può permettersi di rimanere indietro, in balia di pregiudizi immotivati, esitazioni conservatrici o inammissibili resistenze burocratiche.

Chiediamo dunque al Governo, alle istituzioni e alle forze politiche di promuovere un’azione di sistema per la creazione di una rete 5G solida e performante, che acceleri la rinascita dell’Italia, anche attraverso interventi normativi che accentrino le responsabilità delle autorizzazioni, garantendo adeguati limiti emissivi e liberando le diverse amministrazioni dall’assedio di posizioni irrazionali e antiscientifiche. Il 5G è un obiettivo necessario e urgente, va realizzato rapidamente per il futuro dell’Italia.”.