“Il mio cuore batte a sinistra, quello di Renzi un po’ più al centro”

ROMA – Il neo Ministro della salute e leader di Articolo Uno/Mdp Roberto Speranza, arriva alla festa del Lavoro promossa dal suo partito a Testaccio, con l’aria sicura di chi sa che può aprirsi una fase nuova per la sua carriera politica personale e partitica. Grande è la partecipazione, e soprattutto la curiosità di capire verso che direzione va LeU, tra chi ipotizza un ritorno dei vecchi “fedayn” in casa Pd, e chi vede invece delle manovre sottobanco (ma non tanto sottobanco), che vedrebbero il partito di Bubbico e dello stesso Speranza, aprire un’alleanza coi 5 stelle anche sotto il profilo delle elezioni regionali e territoriali. Ma sulla prima ipotesi, il neo Ministro fa muro, ed esclude qualsiasi ipotesi di ritorno: ““Non abbiamo lasciato il partito per un nome, il tema è come ricostruiamo un orizzonte di centro sinistra nel Paese. Chi raccontava la scissione per Renzi, non aveva capito le ragioni di fondo di una scelta, non rientriamo perché Renzi fa scelte diverse”. C’è l’intento forte di aprire un nuovo fronte progressista, per una sinistra che in questi anni è stata relegata nell’ombra, tra una destra sovranista “acchiappa consensi”, e un fronte dei moderati che ha guardato più a Macron che alle politiche di sinistra appunto. L’assenza di Nicola Zingaretti, Segretario del Pd, fa rumoreggiare e mugugnare qualche militante, ma Speranza guarda oltre, e crede a una fase nuova: “ci sono  tutte le condizioni per far bene. L’importante è mettere al centro dell’agenda della politica di governo del Paese la questione sociale, il lavoro, la difesa della sanità e della scuola pubblica, il superamento delle disuguaglianze”. Infine, sulla scissione di Renzi, il leder di Articolo Uno non tergiversa, e va subito su una frase ad effetto: “Il mio cuore batte a sinistra, quello di Renzi un po’ più al centro”