EDITORIALE – Quante volte ci siamo fatti questa domanda? E quante altre volte abbiamo cambiato idea ad un passo dal nostro turno? Queste potrebbero essere – icasticamente – le domande che racchiudono la vita di Marco, un ragazzo di trent’anni che vorrebbe affermarsi come regista, ma che nella vita fatica a rintracciare le giuste risposte. Fidanzato con Maria dai tempi delle scuole superiori, abbandona ben presto la Scuola d’Arte Cinematografica e comincia una collaborazione, come operatore video, con un produttore di film pornografici. Piccolo, ma non irrilevante dettaglio: Marco nasconde tutto questo a Maria. Ben presto, però, la ragazza si rende conto che c’è qualcosa che non va, si chiede cosa stia affrontando davvero Marco, arrivando a scoprire la verità. La mancata sincerità diverrà un ostacolo insormontabile.
In questa storia, oltre alle dinamiche narrative, risultano determinanti i non-detti, le riflessioni profonde, i conti con la propria coscienza: si può dire una bugia per proteggere l’altro? Davvero mentire è più semplice rispetto al dire la verità?
A rendere ancora più profonda la riflessione, la scelta dell’autore che inserisce, quasi a guisa di cornice, il tema pornografico, ancora oggi un tabù, un argomento da affrontare a voce bassa.
In questo senso, la figura di Marco si staglia nelle pagine dell’autore come specchio per i lettori: difficoltà nelle scelte, paura di sbagliare, verità nascoste, domande semplici quanto scomode, ansia, sensi di colpa, eterna insicurezza. Tutto ciò emerge grazie a una scrittura mordace, punteggiata da un’ironia tagliente, divertente e profonda.








































