Il progetto ‘Queer Migrants’ entra nel vivo delle attività

POTENZA – Il progetto “Queer Migrants: Addressing gaps in adult education and social cohesion” (acronimo “Queer Migrants”), approvato dalla Agenzia Nazionale Erasmus Plus nel Regno Unito nell’ambito del programma Erasmus Plus KA2 Partenariati Strategici per l’Educazione degli Adulti come azione n.2020-1-UK01-KA204-079101, è ormai entrato nel vivo delle sue attività. L’iniziativa europea, ben coordinata dall’Istituto IARS (Independent Academic Research Studies International Institute) di Londra, è indirizzata a migliorare la coesione sociale ed a consentire l’inclusione dei migranti LGBTQI. Al progetto lavora una partnership di tutto rispetto che, oltre allo IARS, contempla i seguenti partner: EURO-NET (Italia), Symplexis (Grecia), Astiki Mh Kerdoskopiki Etaireia Helping Hand (Grecia) e CSI Center for Social Innovation LTD (Cipro).

L’idea del progetto – ha detto Antonino Imbesi, responsabile del suo sviluppo in Italia per conto della associazione EURO-NET nonché direttore del centro Europe Direct Basilicata della stessa organizzazione – è scaturita dalla constatazione che un numero crescente di persone LGBTQI è costretta a fuggire dal proprio Paese d’origine alla ricerca, altrove, di una maggiore uguaglianza sessuale o addirittura a causa di persecuzioni subite nei rispettivi Paesi di nascita dato che ancora oggi, purtroppo, l’identità LGBTQI è criminalizzata in più di 70 nazioni del mondo. Ottenere statistiche affidabili sul numero di richiedenti asilo LGBTQI è molto difficile, poiché la maggior parte degli Stati membri dell’UE non raccoglie dati specifici ma certamente i numeri sono rilevanti visto che secondo EUROSTAT al 1° gennaio 2018 vivevano nell’UE a 28 Paesi ben 22,3 milioni di cittadini stranieri, mentre il numero di persone residenti in Europa nate al di fuori dell’UE era di oltre 38 milioni. Facilmente si capisce che anche i numeri di persone LGBTQI sono sicuramente alti e che essendo oggetto di vari tipi di discriminazione necessitano di specifiche azioni di sostegno ed inclusione dal basso.”

Nel primo dei due anni di attività (il progetto è partito formalmente il 31 dicembre 2020) i partner stanno lavorando con impegno per sviluppare le basi dei vari prodotti intellettuali, raccogliendo anche dati ed analisi a livello dei vari Paesi di provenienza delle organizzazioni partecipanti per riuscire soprattutto a realizzare un quadro chiaro dei bisogni e dei problemi del gruppo target, anche attraverso appositi focus group.

L’obiettivo principale del progetto – ha sottolineato ancora Antonino Imbesi – è rafforzare la capacità degli operatori (del settore sociale e del lavoro) nel rispondere alle esigenze delle persone LGBTQI che siano rifugiati, migranti o richiedenti asilo. Questo verrà realizzato sviluppando un programma di formazione che consentirà ai citati operatori sociali di conoscere meglio il fenomeno migratorio e di acquisire particolari competenze relative ai diritti e ai bisogni delle persone LGBTQI nonché del loro quadro culturale di partenza nei rispettivi Paesi di origine al fine di fornire un supporto il più possibile personalizzato e una metodologia di inclusione specifica per quanto riguarda la loro integrazione nella “nuova” realtà del Paese ospitante.”

L’associazione EURO-NET è incaricata di coordinare tutta la parte di disseminazione e svolge, quindi, un ruolo determinante per l’intero sviluppo del progetto, che al momento può essere seguito sia sul sito web ufficiale all’indirizzo http://queermigrants.netsons.org/ sia sulla specifica pagina Facebook appositamente creata al link https://www.facebook.com/queermigrants.