Il servizio antincendio del Parco Nazionale del Pollino, protagonista al G20 Natura

ROTONDA – Il Gruppo 20 (o G20) è un forum dei leader, dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali, creato nel 1999, dopo una successione di crisi finanziarie per favorire l’internazionalità economica e la concertazione tenendo conto delle nuove economie in sviluppo. Di esso fanno parte l’Unione Europea e 19 paesi tra i più industrializzati del mondo (Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, India, Indonesia, Francia, Germania, Giappone, Italia, Messico, Regno Unito, Russia, Stati Uniti, Sudafrica, Turchia) nonché una serie di invitati occasionali (di norma uno o due stati scelti dal paese che ha la presidenza di turno) e permanenti (Spagna, l’Unione Africana, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e altri).

Il G20 rappresenta i due terzi del commercio e della popolazione mondiale, oltre all’80% del PIL mondiale. Sono presenti anche alcune tra le maggiori organizzazioni internazionali.

Si tiene ogni anno dal 1999 e dal 2008 prevede lo svolgimento di un Vertice finale, con la partecipazione dei Capi di Stato e di Governo.

Nel 2021 il vertice si è tenuto per la prima volta in Italia, a Roma, dal 30 al 31 ottobre, al Convention Center – La Nuvola, nel quartiere EUR: al termine di due giornate di sessioni di lavoro e side events i Leader del G20 hanno adottato la Dichiarazione di Roma.

Il 30 novembre si chiude la Presidenza italiana del G20. Il testimone verrà raccolto dall’Indonesia che il prossimo anno guiderà il consesso multilaterale delle principali economie del mondo-

L’Italia detiene la presidenza del G20 dal 1° dicembre 2020, dopo la fine dell’esperienza saudita, culminata nel vertice virtuale – causa pandemia – di Riad del 21 e 22 novembre dello scorso anno. Al momento del passaggio di mano tra Arabia Saudita e Italia, il premier in carica era Giuseppe Conte a cui il 13 febbraio 2021 è succeduto Mario Draghi. Tra gli sforzi messi in campo dal presidente del Consiglio in questa ottica c’è stato il tentativo di coinvolgere tutte le potenze mondiali nei dibattiti su temi divisivi, come la sfida ambientale e la situazione afghana, mediando tra divergenze di Paesi come “il blocco occidentale” da un lato – Unione Europea e Stati Uniti in primis – e Russia e Cina dall’altro.

Il summit romano si è articolato principalmente intorno alle discussioni sui temi che la presidenza italiana riassume nelle “tre P”: persone, pianeta e prosperità. Al centro del primo ambito, gli effetti che la pandemia da Covid-19 ha avuto sugli equilibri economici e sociali del mondo. L’obiettivo è quello di ridurre le disuguaglianze globali rese ancora più evidenti dalla la crisi sanitaria, cercando vie per tutelare le fasce di popolazione più vulnerabili – donne, giovani e lavoratori precari – lavorando su temi come l’accesso all’istruzione e le disparità di opportunità e condizioni di vita nei diversi Paesi del mondo.

Altro tema centrale per il G20 è stato quello della crisi ambientale. Il summit si è posto come ulteriore appuntamento di fondamentale importanza nel percorso verso la Cop26. Al G20 Interfaith Forum dello scorso settembre, Draghi ha sottolineato come i Paesi partecipanti al vertice siano responsabili “di circa quattro quinti delle emissioni globali”, ma che gli effetti dei cambiamenti climatici si riversano in modo particolare “sugli Stati più poveri. Nove dei dieci Stati più colpiti da eventi meteorologici estremi tra il 1999 e il 2018 non sono infatti economie avanzate. Questi Paesi hanno beneficiato meno di altri del nostro modello di sviluppo, ma ne sono le principali vittime”. Nell’incontro su ambiente, clima ed energia che si è tenuto a Napoli, il 13 e il 14 settembre, Draghi ha ricordato che “il G20 ha riaffermato l’impegno a contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi e a raggiungere zero emissioni nette entro il 2050”, oltre che a “raccogliere finanziamenti pari a almeno 100 miliardi di dollari l’anno per aiutare i Paesi in via di sviluppo nella transizione ecologica”.

Nel corso dell’anno di Presidenza italiana del G20, si sono tenuti numerosi incontri istituzionali (gruppi di lavoro, appuntamenti ministeriali, Vertice Finale) ed eventi speciali. La fitta agenda dei lavori ha interessato gran parte del Paese, consentendo di valorizzare le straordinarie eccellenze diffuse sul territorio

Tra gli eventi in agenda, Lunedì 29 novembre, da Palazzo Chigi in Roma, si terrà il G20 Workshop on Nature-based Solutions and Ecosystem-based Approaches.—- Workshop G20 su soluzioni basate sulla natura e approcci basati sugli ecosistemi

Durante tale Workshop verranno affrontati i temi quali il cambiamento climatico mobilitando soluzioni basate sulla natura per:

1. Promuovere gli ecosistemi forestali supportando la piattaforma Restor per aiutare a far ricrescere un trilione di alberi entro il 2025;

2. Preservare le torbiere e le zone umide come aree naturali protette;

3. Città pulite tagliando l’inquinamento atmosferico e da piombo del 25% entro il 2025 e riducendo i dissipatori di calore;

4. Coste verdi, compresi i piccoli stati insulari in via di sviluppo, attraverso scambi di “DSP per NBS”.

5. Aumentare la quota di energia delle energie rinnovabili al 25% entro il 2030 e raddoppiando la quota di energia geotermica, delle maree e delle onde ad alta intensità di natura entro il 2025 per tagliare il carbone;

In questa ottica assumono una importanza fondamentale le FORESTE. Gli ecosistemi forestali sono fondamentali per la vita. Determinano il clima, regolano l’aria e l’acqua e migliorano la salute umana e animale. Eppure da tempo si stanno restringendo e soffrono uno stress sempre più grave. Tuttavia, migliaia di progetti di ripristino ecologico globale hanno tassi di sopravvivenza di solo il 30%, in parte a causa della mancanza di dati ecologici e strumenti di monitoraggio.

Assumono un’importanza fondamentale tutte le attività e le buone pratiche per la tutela e la valorizzazione delle foreste nel mondo.

A tal proposito, l’Italia ha deciso di portare al G20 Workshop on Nature-based Solutions and Ecosystem-based Approaches l’esperienza positiva condotta dal Parco Nazionale del Pollino.

In particolare verrà portato all’attenzione del G20 il SERVIZIO ANTINCENDIO BOSCHIVO dell’Ente Parco quale buona pratica italiana finalizzata alla tutela e conservazione del patrimonio forestale non solo del Pollino ma dell’intera umanità.

Durante il Workshop verranno illustrati gli ottimi risultati ottenuti dal servizio antincendio boschivo dell’Ente parco Pollino, coordinato dal funzionario Dottore forestale Giuseppe De Vivo, che ha permesso di salvaguardare circa 110 mila ettari di superficie boscata, comprese le importanti Faggete vetuste proclamate patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco ed i popolamenti di Pino loricati, unici e rari, elementi tipici del parco.