MARATEA (PZ) – Dopo la sentenza del Consiglio di Stato sull’impianto di San Sago, interviene Manuel Chiappetta, rappresentante delle imprese di pesca di Maratea, che parla di un esito «ampiamente previsto» sul piano giuridico, ma sottolinea come la partita non sia chiusa dal punto di vista ambientale.
«Si tratta di una sconfitta sul piano legale che non ci sorprende – afferma Chiappetta –. La speranza resta legata alla possibilità di una nuova Valutazione ambientale, alla luce delle determinazioni sopraggiunte delle Aree Marine Protette di Calabria e Basilicata».
Secondo Chiappetta, negli ultimi anni si sarebbe persa un’occasione importante per orientare il confronto su basi più solide. Già nel dicembre 2021, ricorda, il Consiglio regionale della Basilicata si era espresso all’unanimità chiedendo la revisione della Valutazione di incidenza ambientale (VINCA) relativa a San Sago. «Quella indicazione – sostiene – non è stata adeguatamente seguita. Si è preferito puntare su una battaglia amministrativa tardiva e priva di reali presupposti».
Un ulteriore passaggio chiave, secondo il rappresentante delle imprese di pesca, risale all’ottobre 2023, quando era stato rivolto un appello ai sindaci dei territori lucani e calabresi interessati affinché sostenessero con forza le Aree Marine Protette e richiedessero nuove valutazioni ambientali, alla luce dei nuovi regimi di tutela degli habitat costieri. Anche in quel caso, evidenzia Chiappetta, «si è scelto di concentrare tutto sul piano giudiziario, trascurando il tema ambientale».
Ora, alla luce della sentenza, l’invito è a rilanciare l’azione coinvolgendo direttamente i Dipartimenti Ambiente e gli uffici dei Parchi di Calabria e Basilicata. «Sono realtà che stanno investendo molto nella tutela delle coste – conclude –. Rivolgiamo un appello all’assessore Mongiello affinché apra immediatamente un dossier per richiedere una nuova valutazione degli impatti ambientali, considerando i nuovi regimi di protezione degli habitat costieri di Maratea, che dovranno necessariamente includere anche la foce del fiume Noce».










































