In Basilicata costituite 887 giovani imprese agricole, Cupparo: “il ricambio generazionale in agricoltura può dare buoni risultati”

POTENZA – Attraverso i quattro bandi “Aiuto all’avviamento di imprese per i giovani agricoltori” della Programmazione 2014-2022 abbiamo costituito 887 imprese giovanili, con un contributo forfettario di 70 mila euro per le aziende ricadenti in aree montane e di 60 mila euro per quelle ricadenti in aree diverse. E’ un numero complessivo che rappresenta l’equivalente occupazione di una grande fabbrica, a riprova che il ricambio generazionale in agricoltura può dare buoni risultati in termini di occupazione e di futuro del comparto. 

Lo sottolinea  l’Assessore per le Politiche Agricole Francesco Cupparo riferendo che sono state approvate le graduatorie del IV Bando con l’ammissione a finanziamento di 281 domande di cui 239 finanziate per oltre 16 milioni di euro. L’istruttoria delle 314 domande di finanziamento pervenute  è avvenuta in tempi veloci e con visite sul campo per verificare direttamente i progetti dei giovani under 40.

L’ingresso, a conclusione del IV Bando, di altre centinaia di giovani nell’imprenditoria agricola regionale, sino ad un totale di 887 –commenta ancora Cupparo – è l’elemento più significativo per accrescere il ricambio generazionale, che è uno dei presupposti per migliorare la competitività del settore agricolo nel medio periodo e per realizzare una produzione alimentare sostenibile. I valori medi nell’UE indicano che la maggior parte degli agricoltori (56%) ha un’età superiore a 55 anni, circa il 30% ha superato l’età pensionabile e meno del 6% è sotto i 35 anni. Dati che – aggiunge Cupparo – sono ancora più negativi in Basilicata e al Sud dove i giovani che non hanno aziende, terreni, proprietà immobiliari rurali di famiglia, hanno maggiori difficoltà ad intraprendere la strada dell’autoimprenditoria. I nuovi operatori del settore agricolo sono invece innovatori e sono più propensi a impegnarsi nella diversificazione, proponendo nuovi prodotti e servizi. Tre gli ostacoli più significativi per la realizzazione delle loro ambizioni: l’accesso al suolo, l’accesso ai finanziamenti e l’accesso alla formazione e alle conoscenze.

Di qui l’impegno a facilitare l’ingresso di agricoltori adeguatamente qualificati e il ricambio generazionale nel settore. La politica per lo sviluppo rurale non si limita a favorire l’insediamento di giovani agricoltori e nuovi operatori nel settore agricolo, ma sostiene attivamente i giovani imprenditori in numerosi settori dell’economia. L’obiettivo più generale che intendiamo perseguire,  il rafforzamento del tessuto socioeconomico – afferma l’assessore – sta inoltre contribuendo ad accrescere l’attrattività delle aree rurali come luoghi per vivere e lavorare, soprattutto tra i più giovani.