LAURIA/POTENZA – Riproponiamo su “ivl24” l’idea progettuale del Professor Carmine Cassino condivisa insieme ai ragazzi della classe 5D del liceo W. Gropius di Potenza e pubblicata sui propri social personali inerente la terza tappa di questo viaggio tutto lucano.
#INGITAINLUCANIA “Giorno3”: Disegnata come al solito magistralmente dalla bravissima Federica Doti (VD liceo “W. Gropius”, Potenza). E vi riportiamo anche il messaggio e il sostegno dell’attore Rocco Papaleo.
Ed eccoci alla terza tappa del tour (al momento immaginario 🙂 )! Ma si sa, l’immaginazione dei ragazzi viaggia alla velocità della luce, tanto da disegnare un terzo giorno veramente impegnativo! Partenza la mattina da Montescaglioso, ma non senza aver visitato la splendida abbazia di San Michele Arcangelo; si punta poi dritti a Policoro, all’oasi WWF, per conoscere da vicino l’importantissima attività di tutela delle numerose varietà locali di flora e di fauna, tra cui molte tartarughe marine.
Si risale verso l’interno all’ora di pranzo (ma riusciremo a resistere alla tentazione di un tuffo a mare?!), certo se il tempo ce lo consente potremmo anche decidere di rivedere un luogo simbolico della cultura magno-greca quale il parco archeologico di Metaponto, ma nella speranza che tutti lo abbiano visitato almeno una volta nella vita, eccoci diretti a Marconia, dove ci attendono gli amici Rocco Calandriello, Vincenzo D’Onofrio e Luciana Vitelli. In questo centro agricolo della provincia materana avremo modo di ammirare un bell’esempio di architettura razionalista degli anni ’30, e di scoprire le storie degli antifascisti che qui, in quegli stessi anni, furono confinati dal regime. Poi chiederemo alle nostre guide di condurci a Pisticci, per visitare il suo centro storico, caratterizzato dalle “lammie”, antiche abitazioni contadine, oltre che per gustare le celebri e gustose “bianche” (orgoglio della pasticceria locale). Poi via verso sud-ovest, attraversando quelle dolci colline di argilla bianca che chiamiamo calanchi, alla volta del santuario di Santa Maria di Anglona, spettacolare esempio di architettura religiosa medievale, uno dei principali luoghi di culto della nostra regione, da cui tra l’altro si può godere di un panorama mozzafiato.
Concludiamo la nostra peregrinatio giungendo in un altro luogo della memoria, e ancor più del silenzio, come si fanno chiamare queste terre, in cui sibila l’eco di antiche dominazioni saracene e di parole in poesia vernacolare, incastonate in maniera mirabile nella cultura mondiale da Albino Pierro. Una camminata notturna nella rabatana di Tursi, evocando i versi del bardo tursitano, che a essa così si rivolgeva:
«Ma iè le vògghie bbène ‘a Ravatène / cc’amore ca c’è morta mamma mèje / le purtàrene ianca supr’ ‘a sègge / cchi mmi nd’i fasce com’a na Maronne / cc’u Bambinèlle mbrazze /Chi le sàpete u tempe ch’e passète…e nun tòrnete ancore a lu pahàzze».









































