Inaugurata a Maratea una mostra dedicata al Cristo Redentore di Bruno Innocenti

MARATEA (PZ) – Riscoprire la storia più autentica e le diverse fasi di progettazione di uno dei monumenti simbolo di Maratea. È questo l’obiettivo della mostra inaugurata ieri 13 agosto nel centro storico del borgo lucano, negli spazi espositivi di AMO MARATEA, dedicata all’opera monumentale del Cristo realizzata dallo scultore fiorentino Bruno Innocenti. In via Sospiro 14, fino al 27 agosto, sarà possibile ammirare i progetti originali della statua, realizzati dall’artista su commissione del conte Stefano Rivetti di Val Cervo nel 1957. Un percorso che permette di ripercorrere la genesi di quella che sarebbe divenuta una delle opere monumentali più importanti e imponenti della Basilicata. La mostra è stata allestita dal professore Biagio Limongi in collaborazione con la Fondazione Cristo Redentore di Maratea, presieduta da Chiara Rivetti di Val di Cervo.

Bruno Innocenti è una figura centrale nel panorama artistico del secondo Novecento. Scultore autonomo e coraggioso, scelse di non piegarsi alle logiche e ai dettami del regime fascista, preferendo, durante il Ventennio, la strada del silenzio artistico. Nel secondo dopoguerra, la realizzazione del Cristo di Maratea rappresentò per l’artista, ma anche per l’intera comunità marateota, un momento di autentica “rinascita”: un’opera destinata a diventare nel tempo uno dei simboli più riconoscibili della città e un’importante testimonianza della sua nuova stagione culturale e identitaria.

La mostra inaugurata ieri sera consente di andare oltre l’immagine ormai familiare del Cristo che da oltre sessant’anni domina il Monte San Biagio, riportando l’attenzione anche sull’uomo e sull’artista che ne concepì le forme. Accanto ai progetti originali, infatti, sono esposte in esclusiva due opere scultoree di Bruno Innocenti, che permettono di offrire al pubblico l’opportunità di conoscere più da vicino il linguaggio e la sensibilità dell’artista e di coglierne i riflessi nella monumentale opera marateota. Disegni, progetti e sculture compongono così un percorso che restituisce il Cristo alla sua dimensione più autentica: non soltanto un monumento ormai indissolubilmente legato all’identità di Maratea, ma il risultato di un lungo processo creativo, di una visione artistica e di una storia che meritano di essere conosciute e approfondite.

Una storia raccontata nel dettaglio dal professor Biagio Limongi nel suo ultimo libro, intitolato “Il Cristo Redentore di Bruno Innocenti”, edito da MTS edizioni. Il volume ripercorre la genesi e lo sviluppo dell’opera attraverso un’analisi che intreccia dimensione artistica, filosofica, teologica e spirituale, e condotta attraverso un rigoroso metodo scientifico e un’attenta ricerca delle fonti. Il libro di Limongi è stato presentato ieri, prima dell’inaugurazione della mostra, presso il Parco Pietra del Sole. A moderare l’incontro è stata Elisa Ielpo di Ivl24. All’incontro sono intervenute Marianna Trotta, del Centro Culturale M. J. Cernicchiaro, e Ornella Cirillo, docente e storica dell’architettura presso l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Ad aprire

l’incontro i saluti istituzionali di Cesare Albanese, sindaco di Maratea, mentre a chiudere i lavori è stata Chiara Rivetti di Val Cervo.

La grande partecipazione alla presentazione del libro e all’inaugurazione ha confermato l’interesse della comunità e dei visitatori verso un’opera che continua a rappresentare uno dei simboli più forti della città. Un interesse che invita a proseguire nel lavoro di studio e valorizzazione del Cristo, andando oltre l’immagine universalmente conosciuta per riscoprirne la storia, il progetto e il suo autore.

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