Inchiesta sanità, la Cassazione respinge il ricorso della Procura di Potenza

ROMA – La Cassazione ha rigettato i tre ricorsi con il quali la Procura di Potenza chiedeva di ripristinare le misure cautelari a carico di tre indagati, revocate dal Tribunale della Libertà.

Nello scorso mese di ottobre, il Riesame aveva annullato gli arresti domiciliari per l’ex sindaca di Lagonegro Maria Di Lascio, il provvedimento di sospensione dai pubblici uffici per il direttore generale dell’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza Giuseppe Spera e l’obbligo di dimora a Francavilla in Sinni per l’ex assessore regionale Francesco Cupparo. In quella occasione, i giudici avevano anche respinto il ricorso dei pm che chiedevano misure cautelari più severe.

E, così, la procura aveva deciso di ricorrere alla suprema corte. Per i magistrati dell’accusa, c’erano problemi di qualificazione dei reati contestati, in qualche caso più gravi di quelli ravvisati dal Riesame, e rimanevano le esigenze cautelari in virtù della persistente influenza degli indagati nella vita sociale, sebbene Di Lascio e Cupparo si fossero dimessi.
Una posizione che, a fine febbraio, non aveva già convinto il Sostituto Procuratore Generale della Cassazione Raffaele Piccirillo, espressosi per l’inammissibilità dei ricorsi, in quanto non avrebbero evidenziato esigenze cautelari. 
E in questo senso è andata la decisione dei giudici del Palazzaccio.