Indagine Ue su 286 siti web di Fake News e truffe ai danni dei consumatori

La Commissione europea ha avviato un’indagine molto approfondita su siti online che pubblicano Fake News, annunci ingannevoli e vere e proprie truffe comemrciali. Questo il comunicato diffuso da Bruxelles, con i dettagli dell’operazione.

Nell’ambito del suo impegno a proteggere i consumatori online, la Commissione europea ha coordinato un’indagine a tappeto (“sweep”) dei siti web allo scopo di scoprire in quali i consumatori dell’UE sono esposti a contenuti che diffondono affermazioni false o vendono prodotti truffaldini nel contesto del coronavirus. I risultati mostrano che, accogliendo l’invito della Commissione, le piattaforme hanno rimosso o bloccato milioni di annunci pubblicitari ingannevoli o offerte di prodotti. L’indagine a tappeto condotta dalla rete di cooperazione per la tutela dei consumatori (CPC) si componeva di due parti: un controllo accurato delle piattaforme online e un’analisi approfondita di specifici messaggi pubblicitari e siti web collegati a prodotti molto richiesti a causa del coronavirus.

Didier Reynders, Commissario per la Giustizia, ha dichiarato: “Le principali piattaforme online hanno risposto positivamente all’invito della Commissione europea di occuparsi del problema delle truffe e delle offerte ingannevoli e hanno dimostrato un chiaro impegno a rimuovere i contenuti nocivi. Come dimostrato da questa recente indagine a tappeto, gli operatori disonesti continuano tuttavia a trovare nuovi modi per sfruttare le vulnerabilità dei consumatori, aggirare le verifiche mediante algoritmi e allestire nuovi siti web. Nel mezzo di una pandemia mondiale, come consumatori dobbiamo essere consapevoli di questo: non esistono cure miracolose, tantomeno online. Sono grato alle autorità nazionali di tutela dei consumatori che rimangono in massima allerta e collaborano con la Commissione per proteggere i consumatori online.”

Principali conclusioni

Le autorità di tutela dei consumatori di 27 paesi hanno partecipato al controllo accurato delle piattaforme e hanno presentato 126 risposte riguardanti sia le aziende con cui la Commissione ha avuto contatti regolari che altri soggetti nazionali. Particolare attenzione è stata posta sul controllo delle offerte riguardanti mascherine e visiere protettive, gel igienizzanti, kit di analisi, nonché prodotti alimentari, integratori alimentari e prodotti non alimentari con presunti effetti terapeutici relativi al coronavirus.

In 38 casi le autorità CPC hanno trovato varie offerte sospette o annunci pubblicitari di prodotti presentati in maniera fuorviante nel contesto del coronavirus, affermazioni generiche secondo le quali un dato prodotto era in grado di prevenire o curare l’infezione, e prezzi eccessivi. Questo controllo ha inoltre rivelato che gli operatori disonesti utilizzano pratiche predatorie nuove che ne rendono più difficile l’individuazione, come ad esempio affermazioni implicite riguardanti proprietà curative dei prodotti per mezzo di immagini o illustrazioni grafiche, o persino errori di ortografia intenzionali per evitare i filtri automatici basati sul testo.

Nel complesso il controllo ha dimostrato che il confronto continuo tra la Commissione e le principali piattaforme online sta dando i suoi frutti. Ad esempio, Google ha bloccato o eliminato oltre 80 milioni di annunci pubblicitari relativi al coronavirus (a livello mondiale), eBay ha bloccato o eliminato dal suo mercato globale oltre 17 milioni di annunci che violano le norme dell’UE a tutela dei consumatori, e Amazon ha osservato una diminuzione del 77 % del numero settimanale di nuove offerte di prodotti con presunte proprietà connesse al coronavirus rispetto al mese di marzo.

 L’indagine a tappeto ha interessato 268 siti web, 206 dei quali segnalati per ulteriori indagini in merito a potenziali violazioni del diritto dell’UE in materia di protezione dei consumatori.

  • 88 siti web contenevano prodotti con presunti effetti curativi o preventivi contro il coronavirus;
  • 30 siti web contenevano affermazioni inesatte riguardanti la difficoltà di reperimento dei prodotti;
  • 24 siti web erano sospettati di pratiche sleali volte a ottenere prezzi eccessivi.

L’indagine a tappeto ha inoltre rivelato che in 39 casi il prezzo di vendita e il prezzo unitario non erano presentati in modo chiaro, facilmente identificabile e chiaramente leggibile. Inoltre le autorità CPC hanno anche osservato che ai consumatori non venivano fornite informazioni chiare e complete su tutti gli aspetti pertinenti, quali l’identità dell’operatore (in 58 siti web), l’indirizzo geografico da cui opera (in 62 siti web) o i suoi recapiti (in 58 siti web).

Prossime tappe

Oggi la Commissione ha aggiornato i consigli ai consumatori e ha invitato le piattaforme a restare vigili e a proseguire gli sforzi per fornire un feedback regolare alla Commissione e alle autorità di tutela dei consumatori. La Commissione coordinerà la cooperazione tra le autorità CPC e i registri di domini Internet, ai quali può essere chiesto di oscurare siti web nocivi.

Inoltre la Commissione proseguirà la cooperazione e gli scambi di informazioni con gli organismi di autoregolamentazione nel settore della pubblicità riguardo allo sviluppo di strumenti automatici per individuare le pubblicità ingannevoli.

Contesto

Dall’inizio di marzo la Commissione si adopera per proteggere i consumatori online dalle truffe e dalle pratiche commerciali fraudolente nel contesto del coronavirus. In quest’ambito la rete CPC – rete UE di autorità responsabili dell’esecuzione della normativa dell’UE in materia di consumo al fine di proteggere gli interessi dei consumatori – ha accettato di effettuare rapidamente una nuova indagine a tappeto, specificamente connessa al coronavirus.

Le indagini a tappeto a livello di UE vengono effettuate ogni anno dalla rete CPC sulla base di un questionario comune preparato dalla Commissione europea. Le precedenti indagini a tappeto sono disponibili qui.

Ulteriori informazioni

La Commissione continuerà a fornire consulenza ai consumatori e agli operatori commerciali, a monitorare le pratiche commerciali fraudolente e a pubblicare qui gli aggiornamenti pertinenti, insieme a tutte le informazioni sul lavoro che svolge per impedire truffe ai consumatori relative al coronavirus.

Maggiori informazioni sull’indagine a tappeto sono disponibili qui.

I centri europei dei consumatori (CEC) che forniscono consulenza e assistenza ai cittadini dell’UE in merito ai loro dubbi, molti dei quali riguardano l’impatto del coronavirus su un servizio o a un bene acquistato, possono essere trovati qui.

Scheda informativa sul regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori.

Maggiori informazioni sui tuoi diritti di consumatore nell’UE