POTENZA – “Accogliamo con soddisfazione la notizia che, alla scadenza dei termini previsti dalla legge regionale, non risulta presentata alcuna richiesta di adesione al regime dell’indennità differita da parte dei consiglieri regionali in carica”.
Lo dichiarano il presidente regionale di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo, il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, Christian Giordano, il commissario del Partito Democratico della Basilicata, Daniele Manca, e i portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra, Michela Trivigno e Gianni Rondinone.
Secondo gli esponenti del centrosinistra lucano, si tratta di “una scelta che apprezziamo e che rappresenta un segnale positivo nei confronti della comunità lucana”. In una fase segnata da difficoltà economiche e sociali per famiglie, lavoratori e imprese, sottolineano, nessun rappresentante delle istituzioni avrebbe potuto ignorare il forte sentimento di contrarietà espresso dai cittadini nei mesi scorsi, anche alla luce di una modifica delle regole intervenuta nel corso della legislatura.
Sulla stessa linea intervengono i consiglieri regionali Alessia Araneo, Angelo Chiorazzo, Piero Lacorazza, Antonio Marrese, Viviana Verri e Gianni Vizziello, che definiscono l’introduzione dell’indennità differita una scelta avvenuta “con tempi e modalità sbagliate”, contribuendo ad alimentare la distanza tra cittadini e istituzioni.
Per gli esponenti delle opposizioni, la mancata adesione da parte dei consiglieri che avevano sostenuto e votato la norma rappresenta oggi “un importante ripensamento e un segnale di riconciliazione con la comunità regionale”.
Nel documento viene inoltre richiamata l’esigenza di accelerare il percorso per l’attuazione degli istituti di partecipazione popolare previsti dallo Statuto regionale, alla luce del recente parere espresso dalla Consulta statutaria.
“La Basilicata – affermano – è attraversata da dinamiche economiche e sociali complesse: dalla crisi della sanità pubblica al lavoro che manca o resta precario, dallo spopolamento delle aree interne alle difficoltà infrastrutturali, fino alla perdita di competitività del sistema produttivo regionale. Tutto questo richiede un surplus di impegno politico, istituzionale e di buon governo, tale da relegare in secondo piano ogni scelta che non produca benefici diretti per i lucani”.
Da qui l’appello finale: “È tempo che la politica torni a concentrarsi esclusivamente sulle priorità reali della Basilicata e sulle risposte che i cittadini attendono”
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