Indennità differita, il Consiglio approva le modifiche: stop alla retroattività e al fondo 2017

POTENZA – Il Consiglio regionale della Basilicata, presieduto da Maddalena Fazzari, ha approvato a maggioranza la proposta di legge n. 130/2026 recante “Modifiche alla legge regionale 29 ottobre 2002, n. 38 e alla legge regionale 21 dicembre 2017, n. 37”, di iniziativa dei consiglieri Aliandro, Bardi, Casino, Fanelli, Fazzari, Galella, Leone, Morea, Napoli, Picerno, Pittella, Polese e Tataranno. Hanno votato a favore Aliandro, Bardi, Fanelli, Fazzari, Galella, Leone, Morea, Napoli, Picerno, Polese e Tataranno, mentre hanno espresso voto contrario Araneo, Bochicchio, Chiorazzo, Cifarelli, Lacorazza, Verri e Vizziello.
Il provvedimento interviene sulla legge regionale n. 38 del 2002, che disciplina il trattamento economico dei consiglieri regionali, con particolare riferimento all’indennità differita, ossia il trattamento spettante al termine del mandato secondo un sistema di calcolo contributivo. La modifica principale riguarda l’articolo 11 quinquies, introdotto nel 2025, eliminando ogni riferimento alle legislature precedenti e stabilendo che possono accedere all’indennità differita esclusivamente i consiglieri eletti a partire dalla XII legislatura e nelle successive. In questo modo viene circoscritta la platea dei beneficiari, escludendo qualsiasi effetto retroattivo e allineando la disciplina a criteri di ragionevolezza e coerenza con la normativa statale di riferimento.
La norma precisa inoltre che i consiglieri in carica nella XII legislatura, o eventualmente sospesi secondo la normativa vigente, devono presentare entro 90 giorni apposita richiesta per effettuare i versamenti contributivi necessari a maturare l’indennità differita. I contributi arretrati potranno essere versati in un’unica soluzione oppure rateizzati fino a un massimo di 36 mesi. Il diritto al trattamento maturerà soltanto al completamento integrale dei versamenti dovuti.
Coerentemente con questa impostazione, tutte le disposizioni dell’articolo 11 quinquies vengono adeguate sostituendo i riferimenti alla X legislatura con quelli alla XII. Viene inoltre introdotto un nuovo articolo, l’11 sexies, che stabilisce espressamente che eventuali domande presentate dai consiglieri eletti nella X e nell’XI legislatura per ottenere l’indennità differita restano prive di effetti, chiarendo in modo definitivo l’assenza di retroattività del nuovo regime.
Un ulteriore intervento riguarda l’abrogazione dell’articolo 4 bis della legge regionale n. 37 del 2017, introdotto nel 2025, con cui viene eliminato ogni collegamento tra la contribuzione versata dai consiglieri per maturare l’indennità differita e il fondo previsto da un’altra legge regionale con finalità differenti. La modifica mira a separare nettamente i due ambiti ed evitare sovrapposizioni interpretative.
Il provvedimento è stato preceduto da un ampio dibattito in Aula, caratterizzato da posizioni differenti sia nel merito sia sul metodo. I consiglieri di maggioranza hanno difeso la scelta sostenendo che non si tratti di un ritorno ai vitalizi ma di un sistema contributivo analogo a quello nazionale, fondato sui versamenti effettivi e volto a garantire una tutela previdenziale a chi interrompe la propria attività lavorativa per l’impegno politico. È stata inoltre rivendicata la decisione di eliminare la retroattività e il riferimento al fondo del 2017 come segnale di responsabilità e chiarimento rispetto alle polemiche emerse.
Dall’opposizione sono invece arrivate critiche soprattutto sul percorso seguito, giudicato frettoloso e poco condiviso, e sull’opportunità politica di intervenire su questi temi in un contesto economico e sociale ritenuto delicato. Pur riconoscendo in diversi interventi la differenza tra vitalizio e sistema contributivo, molti consiglieri hanno sottolineato la necessità di maggiore trasparenza, confronto preventivo e coinvolgimento delle Commissioni e delle parti sociali, evidenziando il rischio di un danno d’immagine per l’istituzione.
Nella stessa seduta l’Assemblea ha respinto la proposta di legge n. 126/2026, presentata dai consiglieri Araneo, Verri, Chiorazzo, Vizziello, Cifarelli, Lacorazza, Marrese e Bochicchio, che mirava all’abrogazione degli articoli 16 e 17 della legge regionale 30 dicembre 2025, n. 57. In questo caso hanno votato contro Aliandro, Bardi, Fanelli, Fazzari, Galella, Leone, Morea, Napoli, Picerno, Polese e Tataranno, mentre si sono espressi a favore Araneo, Bochicchio, Chiorazzo, Cifarelli, Lacorazza, Verri e Vizziello. La doppia votazione ha così confermato la linea della maggioranza sia sulle modifiche al sistema dell’indennità differita sia sul rigetto dell’iniziativa proposta dall’opposizione.

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