Indennità differita, M5S: “In Basilicata una ferita istituzionale profonda”

POTENZA – «In Basilicata si è aperta una ferita istituzionale profonda». È il giudizio delle consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Alessia Araneo e Viviana Verri, sull’introduzione dell’indennità differita per i consiglieri regionali, una scelta che – spiegano in una nota – ha generato «un’ondata di indignazione diffusa e trasversale» tra cittadini, famiglie, lavoratori, amministratori locali e associazioni.
Secondo Araneo e Verri non si tratta di una polemica di parte, ma di una reazione collettiva a una decisione «percepita come distante, ingiusta e moralmente inaccettabile», assunta in un momento in cui la Regione Basilicata è alle prese con crisi industriali, licenziamenti, un sistema sanitario sempre più fragile, lo spopolamento di intere comunità e un’emergenza idrica che mette a rischio diritti fondamentali. «Il messaggio che passa è devastante: mentre ai cittadini si chiedono sacrifici, la politica si garantisce tutele e benefici», sottolineano.
Le due consigliere ricordano di aver votato contro la norma, di non aderire all’indennità differita e di essere pronte a depositare una proposta di legge regionale per l’abrogazione immediata delle disposizioni che l’hanno introdotta. «Ma oggi questo non basta», aggiungono, richiamando la forte richiesta di partecipazione democratica che sta emergendo tra i cittadini, anche attraverso l’invocazione di strumenti come il referendum.
Pur riconoscendo che al momento non esistono le condizioni giuridiche per attivare un percorso referendario, Araneo e Verri ribadiscono che «la politica ha il dovere di intercettare questa domanda di coinvolgimento e trasformarla in un’azione concreta». Un impegno che, precisano, non nasce oggi: già lo scorso dicembre, insieme a tutte le forze di opposizione, il M5S ha presentato una proposta di legge per rendere finalmente operativi gli istituti di partecipazione democratica previsti dallo Statuto regionale, come petizioni, leggi di iniziativa popolare, referendum e istruttoria pubblica.
La proposta di legge per l’abrogazione dei vitalizi, spiegano ancora, vuole essere «un atto istituzionale che diventa iniziativa politica aperta», un punto di aggregazione per chi ritiene che la Basilicata abbia bisogno di sobrietà, giustizia sociale e credibilità. Per questo il Movimento 5 Stelle intende rendere il testo pubblico, accessibile e condivisibile, accompagnandolo con un percorso di informazione, confronto e partecipazione rivolto a cittadini, amministratori locali, comitati, associazioni e lavoratori.
«La Basilicata non ha bisogno di privilegi – concludono Araneo e Verri – ma di una politica capace di fare un passo indietro per ricostruire fiducia, di scelte coraggiose che parlino il linguaggio della responsabilità e del rispetto». Una strada che, assicurano, il M5S è pronto a percorrere «in modo aperto, trasparente e coerente», insieme a chi vorrà condividerla.

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