MELFI (PZ) – Si gioca domani, mercoledì 21 gennaio, una partita decisiva per il futuro dell’indotto Stellantis in Basilicata. Al Ministero delle Imprese e del Made in Italy è infatti in programma il tavolo dedicato alle vertenze di PMC Automotive e Brose, due aziende chiave della filiera di Melfi alle prese con una crisi senza precedenti.
L’incontro ministeriale arriva a pochi giorni dalla riunione tenutasi il 15 gennaio in Regione Basilicata, nel corso della quale l’assessore allo Sviluppo economico Francesco Cupparo ha definito un calendario serrato di otto appuntamenti tra Potenza e Roma, da chiudere entro il 26 gennaio, per affrontare in modo strutturato l’emergenza industriale.
Al centro del confronto c’è l’attuazione della risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, che chiede la sottoscrizione di un vero e proprio patto per il rilancio industriale del territorio, con interventi concreti a sostegno dell’occupazione e della produzione.
I sindacati Fim, Fiom, Uilm e Fismic hanno ribadito la necessità di «soluzioni reali di industrializzazione per PMC e Brose», chiedendo al governo anche impegni chiari sul futuro di Tiberina, altra realtà strategica dell’indotto.
Il quadro resta critico: nel biennio 2024-2025 la Basilicata ha registrato un crollo produttivo del settore automotive superiore all’80% rispetto ai livelli pre-pandemici. Una flessione che coinvolge complessivamente circa 10mila lavoratori tra stabilimento Stellantis, aziende dell’indotto e comparto logistico.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Vito Bardi, che ha scritto al ministro Adolfo Urso sollecitando l’attivazione di un “quadro temporaneo” di misure straordinarie, alla luce di una crisi ormai considerata di dimensioni eccezionali.
Dopo il confronto di domani su PMC Automotive e Brose, il percorso proseguirà il 30 gennaio, quando al Ministero è previsto un nuovo tavolo dedicato direttamente a Stellantis.










































