La favola di Aurora: la giovanissima atleta di Lauria si racconta tra traguardi, emozioni e futuro

LAURIA (PZ) – Da Lauria ai vertici della danza sportiva italiana: il percorso di Aurora è una storia di determinazione, talento e riscatto. Dopo i successi ottenuti in coppia con il fratello Gaetano, la giovane atleta lucana ha scelto di rimettersi in gioco da solista nel Solo Latin. A soli 19 anni, la conquista del titolo di vicecampionessa italiana a Rimini ne sancisce la definitiva consacrazione, spalancandole le porte della massima categoria: la Classe Internazionale (AS).

Aurora, da Lauria al podio di Rimini: cosa si prova a guardarsi indietro e vedersi vicecampionessa italiana e promossa nella massima categoria, la Classe AS?

«Sono ancora incredula, ma immensamente soddisfatta per tutto il lavoro svolto. Era un obiettivo che inseguivo dall’inizio dell’anno agonistico, ma che in realtà custodivo dentro di me fin da bambina. All’inizio in pochi credevano in me e in questo percorso, ma i fatti hanno dimostrato il contrario.»

A Rimini hai affrontato 28 sfidanti di altissimo livello. C’è stato un momento preciso della gara in cui hai capito che potevi davvero puntare al podio?


«All’inizio non mi sentivo all’altezza di una competizione così prestigiosa. Quando ho saputo di aver centrato la finale, i miei maestri e mio fratello mi hanno trasmesso la carica giusta, facendomi capire che era il mio momento. Ho ballato la finale con l’animo sereno, consapevole del mio valore e senza nulla da perdere.»

Quando hanno pronounciato il tuo nome per la medaglia d’argento, qual è stato il primo pensiero che ti è passato per la testa?


«Ho pensato: “Ce l’ho fatta”. È un traguardo che devo alla mia famiglia per tutti i sacrifici fatti e per avermi sempre supportata. Un grazie speciale va a mio fratello Gaetano: senza di lui non sarei la ballerina di oggi, questa medaglia è anche sua. E infine lo dovevo al mio angelo custode, Sasà, a cui avevo promesso che non avrei mai smesso di brillare.»

Hai ballato per anni in coppia con tuo fratello Gaetano, tagliando traguardi importanti. Com’è stato il passaggio al Solo Latin e cosa ti ha spinta a metterti in gioco da sola?

«È stato un passaggio difficile e pieno di dubbi. Oggi, però, sono felicissima di questa scelta: mi ha fatta crescere come donna e mi ha permesso di acquisire maggiore consapevolezza. La spinta decisiva me l’ha data la mia insegnante Angela, che ha creduto in questo nuovo percorso fin dal primo momento e non ha mai smesso di sostenermi.»

Hai raccontato che all’inizio avevi un po’ di paura a stare da sola in pista. Come sei riuscita a trasformare quell’ansia nella grinta che ti ha portata fin qui?


«All’inizio temevo i giudizi di chi mi riteneva troppo timida per il Solo Latin. Con l’aiuto dei maestri e della mia famiglia ho capito che dovevo solo credere in me stessa e trasformare quella paura in una sfida personale. Ci sto ancora lavorando, ma oggi riesco a gestire l’ansia senza lasciarle condizionare le mie prestazioni.»

Quanto ti ha aiutata l’esperienza maturata negli anni in coppia con Gaetano ad affrontare la pista da solista?


«Tantissimo, sia a livello tecnico che relazionale. Nella danza di coppia hai sempre una spalla su cui contare, mentre da solista sei tu sola sul parquet e devi prenderti la totale responsabilità di ogni errore. Quell’esperienza mi ha dato le basi per essere forte anche da sola.»

Balli da quando avevi tre anni nella scuola Dance Team Basilicata. Quanto c’è del lavoro dei maestri Meaick in questa medaglia?


“I miei maestri sono la mia seconda famiglia e il merito di questa medaglia è in gran parte loro. Hanno creduto in me ancora prima che lo facessi io, spronandomi a dare sempre il massimo sia come atleta sia come persona.»

Negli ultimi due anni hai collezionato successi costanti, dai regionali al Paestum Dance Festival fino alla top 30 di Riccione: quando hai avvertito il vero “salto di qualità”?

«Proprio ai Campionati Italiani Assoluti di Riccione. Confrontandomi per la prima volta con atlete di tutte le categorie, dalla Classe B alla AS, e ottenendo un ottimo risultato, ho capito che con il giusto impegno potevo puntare al livello successivo.»

Quante ore di allenamento e quanti sacrifici ci sono dietro un risultato del genere a soli 18 anni?


«Agli allenamenti quotidiani in palestra affianco un lavoro costante a casa. Dietro ci sono tanti sacrifici, resi possibili dal sostegno costante dei miei genitori. A 19 anni, dopo soli due anni nel Solo Latin, guardo a questi risultati con grande orgoglio e con tanta voglia di continuare a migliorarmi.»

Ora si spalancano le porte della Classe Internazionale (AS), la categoria regina. Come ti stai preparando mentalmente e fisicamente per questa nuova asticella che si alza?

«Un po’ mi spaventa dover sfidare le atlete più forti del mondo, molte delle quali con più esperienza di me. Tuttavia, il timore non frena la voglia di crescere come ballerina professionista e di continuare a inseguire i miei sogni.»

Qual è il tuo prossimo grande obiettivo o il sogno nel cassetto per i prossimi appuntamenti nazionali e internazionali?


«L’anno scorso ho dovuto rinunciare ai Campionati Europei a Sofia per problemi tecnici. Per la nuova stagione il mio grande obiettivo è proprio quello: riuscire a partecipare e vivere un’esperienza internazionale importante, al di là del risultato finale.»

Che messaggio vorresti mandare alle tante giovani ragazze che approcciano la danza e sognano di seguire le tue orme?


«Auguro loro di scoprire il valore autentico della danza: una disciplina fatta di sacrifici e disciplina, ma anche il mezzo più sincero per esprimere ciò che le parole non dicono. Non cercate di copiare nessuno, la vostra unicità è il vostro talento più grande. Mettete il cuore in ciò che fate: solo così la vostra danza diventerà autentica e indimenticabile.»

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