La libertà di ricerca in agricoltura

EDITORIALE – Tra le attività portate avanti negli anni dall’Associazione Luca Coscioni sicuramente un posto di rilievo occupa la tematica della libertà di ricerca scientifica; più in particolare l’Associazione ha perseverato nella sua battaglia affinché anche nel campo delle “biotecnologie verdi” la ricerca e lo studio potessero essere condotti e sostenuti anche in Italia. Per molti anni, grazie al sostegno non condizionato di EuropaBio al sito “Geni Migliori” sono state ospitate informazioni sugli organismi geneticamente migliorati e sono state organizzate conferenze tematiche come “La nuova agricoltura sostenibile”, tra cui una al Senato della Repubblica il 19 marzo 2018, e sono state promosse sessioni specifiche durante numerosi Congressi nazionali e mondiali con scienziati, giuristi e portatori di interessi per individuare proposte di riforma del settore.

L’Associazione, peraltro, è tra i promotori della “Carta di Gennaio per la libertà di ricerca attraverso la modifica del genoma vegetale del 2017” ed è tra i sottoscrittori di un position paper promosso con enti e istituti di ricerca europei che critica la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 25 luglio 2018 che equipara agli OGM i prodotti vegetali modificati con le nuove tecniche di ingegneria genetica. Da quel documento, inoltre, è nata una rete che si chiama EU-SAGE (acronimo di European Sustainable Agriculture through Genome Editing), rete che rappresenta gli scienziati presso 134 centri europei di scienza delle piante.

L’Associazione Luca Coscioni e la rete EU-SAGE, di cui fa parte da un anno, hanno accolto con favore lo studio della Commissione Europea sulle nuove tecniche genomiche nelle colture agricole che evidenzia la necessità di aggiornare le norme al progresso scientifico e le sue applicazioni.

Lo studio era stato commissionato dal Consiglio dell’Unione Europea e all’esito, nel mese di aprile 2021, la Commissione ha raccolto informazioni provenienti da varie agenzie ed entità (ENGL, EFSA, JRC, EGE) oltre che da Stati membri dell’UE e un ampio spettro di portatori di interessi. 

Si tratta, ovviamente, di uno sviluppo molto interessante che evidenzia l’importanza che la Commissione attribuisce all’argomento e che, fortunatamente anche se solo in parte, contrasta con alcune pronunce della Corte Europea di Giustizia che nel 2018 aveva stabilito che le mutagenesi non frutto di una lunga tradizione di sicurezza dovessero essere regolate facendo riferimento alla normativa relativa gli OGM.

“Negli ultimi anni l’Associazione Luca Coscioni e Science for Democracy” ha dichiarato Marco Perduca che ne coordina le attività sul tema “hanno affermato quanto fosse necessario favorire un approccio proporzionato e non discriminatorio volto a promuovere l’innovazione e sostenere il miglioramento genetico delle piante come parte della transizione verso un sistema di produzione alimentare più sostenibile in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo e Strategia Farm-To-Fork. Insieme ai partner di EU-SAGE” ha concluso Perduca “restiamo a disposizione della Commissione e delle altre parti interessate per approfondire i risultati dello studio a livello italiano. I tempi sono maturi per decisioni politiche europee a prova di futuro in materia di miglioramento genetico delle piante”.

Nel 2018 e nel 2019, per sensibilizzare l’opinione pubblica e gli enti europei, i dirigenti dell’Associazione Luca Coscioni e Science for Democracy avevano organizzato a Roma, Milano, Bari e Bruxelles manifestazioni pubbliche in cui hanno consumato “merende” con riso geneticamente migliorato. Per questi motivi, tra l’altro, Marco Cappato e Marco Perduca erano stati anche identificati dalle autorità belghe e multati per aver violato la legge.

Ma cosa si intende per biotecnologie verdi?

In un pianeta in costante crescita demografica, tra le numerose sfide che l’agricoltura moderna deve affrontare vi è quella di assicurare alla popolazione un adeguato fabbisogno di cibo in piena sostenibilità. Le biotecnologie verdi sono un mezzo per raggiungere questo indispensabile obiettivo. Attraverso la libertà di ricerca e il progresso tecnologico e scientifico che ne consegue, queste biotecnologie consentono il miglioramento di organismi esistenti affinché possano essere in grado di crescere e sopravvivere in determinate condizioni ambientali e nutrizionali.

Per tutte queste ragioni, l’Associazione Luca Coscioni, allora, chiede il superamento della direttiva del 2001 in materia di OGM anche al fine di rafforzare la ricerca in maniera di biotecnologie verdi e in particolare quella che utilizza la tecnica denominata CRISPR-CAS9, tecnologia che ha ottenuto il premio Nobel per la Chimica 2020, ricerca, quindi, da portare avanti anche con sperimentazioni in campo aperto.

Ormai nove anni fa la scoperta di CRISPR rendeva possibili nuove soluzioni biotecnologiche in molti ambiti. Con CRISPR si possono inserire nel DNA di animali, piante, funghi e batteri minuscoli cambiamenti, detti anche mutazioni genetiche, che possono, ad esempio, servire a curare malattie o a migliorare le produzioni agricole.

L’accuratezza delle mutazioni introdotte con la tecnica CRISPR per il miglioramento genetico delle piante è tale che i cambiamenti introdotti possono non essere distinguibili da quelli che avvengono in natura. Infatti, in natura, piccoli cambiamenti nel DNA si verificano continuamente e sono fondamentali per guidare l’evoluzione delle specie che dà origine alla biodiversità. 

Nelle piante, infatti, la metodica CRISPR permette di compiere un’“evoluzione assistita”, ottenendo in laboratorio una pianta “migliore” da una “peggiore”, in modo controllato. Per questo motivo CRISPR e tecniche analoghe sono state recentemente chiamate anche Tecnologie per l’Evoluzione Assistita (TEA).

La direttiva sugli OGM in Europa ha ormai venti anni ed è oggettivamente obsoleta in quanto non tiene più conto dei progressi sopraggiunti nel tempo in campo scientifico. Inoltre, oggi sappiamo che alcuni OGM sono migliori dei loro corrispettivi non OGM e anche queste tecniche possono portare a soluzioni utili per l’agricoltura. Regolamentare una tecnica non è corretto: ciò che conta è il prodotto, che sia buono e sicuro per l’ambiente e il consumatore. 

L’Europa deve tutelare la salute della terra e dei propri cittadini secondo la scienza e non seguire ideologie antiscientifiche infondate.